15 Marzo – San Longino e la Sacra Lancia


Rubens "Gesù in croce tra i due ladroni" 1620

Santo Quinto Cassio Longino, il centurione romano che trafisse il costato del Cristo Gesù con la sua lancia. La Lancia di Longino da quel momento, venendo a contatto col sangue di Gesù eterizzato dal Cristo, diviene la Sacra Lancia o Lancia del Destino.


Particolare importante è che lancia non uccide il Cristo Gesù. Longino trafigge il Cristo Gesù crocifisso quando egli era già spirato:

Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. – Vangelo di Giovanni, 19: 33-34

Gli eventi per cui non gli vennero spezzate le gambe e la fuoriuscita di sangue confermano due profezia messianiche dell’Antico Testamento secondo cui all’agnello sacrificale:

Non ne serberanno alcun resto fino al mattino e non ne spezzeranno alcun osso. – Numeri: 9,12

Ed inoltre:

Allora Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza, che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!». – Esodo 24:8

Nonché:

Poi scannerà il giovenco davanti al Signore, e i figli di Aronne, i sacerdoti, offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all’altare che è all’ingresso della tenda del convegno. – Levitico 1,5

Man mano che è andato incarnandosi il Cristo in Gesù, ogni suo azione terrena corrispondeva sempre più da vicino a ciò che era la configurazione degli astri nel cielo. Questo fatto occulto fa riferimento al concetto astrologico di “apotelesma”, ovvero dell’influsso che gli astri inviano nel dirigere il destino umano. Tuttavia in questo caso, dato che un astro, ovvero il Sole, si era incarnato nel corso del destino umano, ovvero il corpo di Gesù di Nazareth, si ha un’apotelesma inversa: ora è il Sole-Cristo in Gesù che determina il destino di ciò che sta avvenendo.


Così gli eventi subito dopo la morte sulla croce di Cristo Gesù sono necessari al pieno compimento del Mistero del Golgotha. Uno di questi eventi è proprio la perforazione del costato destro con la lancia.


La fuoriuscita di acqua e sangue indica che la via di Abele e quella di Caino si sono unite nell’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth, e che per mezzo del Mistero del Golgotha, esse raggiungono un‘unità superiore ovvero, l’eterizzazione del sangue. Ciò che si unisce sul piano sottile, cioè l’etere di vita del a Cristo e il sangue di Gesù, appare separato sul piano fisico.

Di conseguenza la lancia di Longino è uno strumento di morte, ovvero una mera lancia di un soldato romano, solo prima a che essa trafiggesse il Cristo Gesù. È un enorme fraintendimento ritenere che, siccome quest’arma è stata cercata disperatamente nella storia per via del suo potere, sia dunque un’arma di morte. Lo era, prima di venir toccata dal sangue, da quel momento diviene il simbolo della possibilità dell’Io, la lancia, di poter controllare il destino, ecco dunque il significato occulto del termine “Lancia del Destino”.


Come il Cristo incarnato in Gesù rovescia il rapporto tra astri e destino umano, determinando la possibilità della fine del karma lunare e l’inizio della libertà di scelta solare; così la lancia di Longino diviene la Sacra Lancia del Destino, la lancia il cui possessore ha in mano la possibilità di influenzare il destino. Si tratta del supremo simbolo della volontà che viene a sollevarsi dal basso, la Terra ai piedi della croce da cui Longino vede il Cristo, verso le altezze divine, ovvero il costato stesso del Cristo.


Senza la perforazione del fianco del Cristo Gesù non sarebbe potuto compiersi il Mistero del Golgotha. Questo è il significato occulto del fatto tradizionale per cui Longino, essendo sostanzialmente cieco, viene guarito dalla cecità nonché “convertito” istantaneamente al cristianesimo.


Longino, come d’altronde ad uno stadio superiore il Buon Ladrone, riconosce il Cristo:

Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». – Matteo 27:54

Gli furono “aperti gli occhi” nel senso del Cristo, nel senso dell’auto-coscienza dell’Io. Longino viene poi martirizzato per decapitazione e diviene dunque venerato come santo: ciò significa che realizza il detto Paolino di “Non io (la testa), ma il Cristo in me”.


Dal punto di vista della storia occulta, Longino era un iniziato dei Misteri di Mithras. La sua conversione dunque rappresenta il momento in cui la comprensione del Mistero Solare pagano, i Misteri di Mithras appunto, si riversano in quello rinnovato dal Cristo. Questo momento in cui il mistero solare pagano rinasce nel Cristo, poteva avvenire anche nel momento in cui Pilato poteva prendere posizione riconoscendo il Cristo, quando invece Pilato “se ne lavò le mani” significa che scelse una posizione propria della via di Abele, per cui tutto ciò che è stato dato dagli dei deve rimanere com’è. In questa polarità invece, Longino è un vero figlio di Caino che per mezzo della sua volontà incarnata, la Lancia, riconosce lo spirito del Sole.


La lancia è mortale solo fino a prima di perforare il costato del Cristo. La lancia di Longino è fatta di ferro e rimanda dunque a Marte. Prima della perforazione del fianco del Cristo Gesù la lancia di Longino non è che ancora una semplice lancia, ma dopo diviene cristificata, diviene una lancia che guarisce dalla malattia. Sì tratta di una interiorizzazione delle forze di volontà di Marte: prima di Longino Marte è ancora un dio di guerra esteriore, dopo aver perforato il costato permette la sua conversione in “Martino”, il Marte interiore, San Martino.


La Lancia Sacra fa dunque necessariamente coppia col Santo Graal, così come il raggio di Sole fa coppia con il calice del fiore, facendolo aprire. Nella tradizione spirituale celtica il Dio della Luce, Lugh, porta una lancia che è un raggio di Sole. Dunque Longino facendo toccare la lancia al sangue di Cristo, la rende un oggetto sacro, il quale è in se stesso intessuto di luce, una luce spirituale che feconda il fiore dell’anima: questa immagine che rimanda alla tradizione Rosacroce.


La Rosa sboccia al centro dei bracci della Croce della sofferenza del Golgotha, come l’anima che nasce quando vengono sacrificate le 4 parti elementari della personalità. La via dell Rosacroce è infatti una via de risveglio della volontà al fine di conquistare in piena coscienza il libero arbitrio, lo stesso che corrisponde alla redenzione di Lucifero, il Buon Ladrone, nonché alla fine della Legge del Taglione del Vecchio Testamento che è espressione del karma lunare.


La Sacra Lancia dunque da strumento di morte diviene, miracolosamente strumento di guarigione. Ovvero la volontà di conquista esteriore portata dai romani, diviene interiorizzata e portata a coscienza in una conquista interiore. Infatti, essa viene portata in processione anche nel Castello del Graal alla corte di Amfortas: questa è la Santa Lancia dell'Amore. La Sacra Lancia essendo un oggetto di “volontà-potere”, può essere usata anche per il Male, ma in se stessa è ormai al servizio dell’evoluzione cosmica. Questa miracolosa lancia “che guarisce dal male” quando usata nel senso antico e retrogrado porta alla malattia: ecco il senso della ferita che Klingsor infligge ad Amfortas all’inguine.


L’inguine è la sede delle forze eteriche impiegate nella riproduzione sessuale, l’etere della vita. Da dopo la suddivisione dei sessi nella seconda metà della Lemuria, le forze dell’etere della vita si dividono tra organi sessuali con le forze di riproduzione fisica, e il cervello con la capacità di concepire pensieri. Di conseguenza, per concepire pensieri spirituali è necessario sublimare l’etere della vita dagli organi sessuali al cervello. Per questo se non si ha controllo sugli organi sessuali non è possibile concepire pensieri spirituali. Questa sublimazione avviene solo per mezzo della volontà cosciente, ovvero del fatto che la volontà si risveglia nel pensiero che diviene vivente. Solo alla volontà giunge a coscienza di veglia.


Klingsor rappresenta colui che vuole giungere all’iniziazione del Graal e, non adoperando sufficienti forze di volontà per sublimare le forze sessuali, preferisce distruggerle, con questo credendo di iniziarsi. Tuttavia ciò porta alla anti-iniziazione: Klingsor diviene dunque un mago nero incapace di usare la Sacra Lancia per guarire, ferisce il re del Graal Amfortas.

Per questo motivo, Steiner associa il raggio di sole alla lancia che viene ricevuto nella coppa del fiore:

Sentimenti come questi dovevano essere raggiunti dal discepolo del Graal e dal Rosicruciano. Il Maestro diceva: Ecco il calice del fiore che riceve il raggio del Sole, il Sole richiama le forze produttive pure che si addormentano nella pianta e quindi il raggio del Sole è stato chiamato "la Santa Lancia dell'Amore". Guardate ora l'uomo; egli sta più in alto della pianta, ha in sé gli stessi organi, ma tutto ciò che la pianta racchiude in sé, in modo perfettamente puro e casto, è in lui intriso di lussuria e di desiderio impuro. Il futuro dell'evoluzione umana consiste in questo: l'uomo sarà di nuovo casto e puro, e riprodurrà la sua somiglianza nel mondo attraverso un altro organo che sarà allora l'organo di riproduzione trasformato. Casto e puro senza desiderio, senza passione, sarà così l'organo di riproduzione dell'uomo; e quando il calice del fiore si volgerà verso l'alto verso la Santa Lancia dell'Amore, si rivolgerà al raggio spirituale della saggezza, e fruttificato da questo darà vita alla propria immagine. Questo organo sarà la laringe. All’allievo del Graal veniva mostrato: la pianta nel suo stadio inferiore ha questo calice puro, l'uomo lo ha perso, è degenerato in desideri impuri. Dal raggio di sole spiritualizzato deve far tornare questo calice, in castità deve sviluppare ciò che forma il Santo Graal del futuro. – Rudolf Steiner, GA99, “La Saggezza dei Rosacroce”, 14° conferenza

In virtù di tutto questo, l’anti-Graal è infatti la testa di Giovanni Battista sul piatto, non la lancia di Longino. Salomé infatti è una iniziata dei Misteri di Venere, all’epoca di Erode ormai decaduti, misteri che formano una polarità con i Misteri di Marte, dei quali erano, in un certo senso portatori i Romani. Il piatto su cui Salomé depone la testa del Battista diventa dunque l’immagine della contro-iniziazione polare rispetto a quella del Santo Graal nel cui sangue eterizzato si intinge la Sacra Lancia di Longino. Entrambi questi simboli erano ben noti ai Templari i quali li utilizzavano nelle loro iniziazioni.

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