21 Dicembre – Solstizio d'Inverno

Aggiornato il: 2 giorni fa


L’Arcangelo Garbriel che presiede all’Inverno

La prima settimana di Avvento realizza se stessa nell’immagine dell’anima paradisiaca della Vergine Eva-Sofia, l’Immacolata. La seconda settimana culmina poi in Santa Lucia, l’immagine della redenzione di Lucifero, vinto dalla Vergine. Anche la terza settimana di Avvento culmina in un’immagine, ovvero il Capricorno: quando il mostro Tifone attaccò l’Olimpo, mise in fuga i 12 Olimpici. Tifone era nato dalla sete di vendetta di Crono sconfitto da Zeus. Nella fuga ognuno degli dei olimpici assunse una forma animale per sfuggire all’attacco di Tifone, rifugiandosi in Egitto: fu in questa diaspora che diedero origine al culto degli dei animali egizi. Tra questi, Pan rimase capro sopra la vita e divenne pesce al di sotto, divenendo il Capricorno: l’essere che scendendo negli abissi, ascende alle altezze. Sconfitto una prima volta, Zeus venne curato da Ermes. Per mezzo del grido di Pan, l’urlo panico, che Zeus riuscì a sconfiggere la sua nemesi. Dove Tifone è Ahriman, Pan ed Ermes sono le due metà di Lucifero, quella legata alla dualità della Natura, Pan, e quella dell’unione degli opposti, il Mercurio occulto.


È in questo tempo che Michael che cede il passo a Gabriel: dove prima vi era l'irradiare delle forze della purificazione nell'astrale, ora questo è permeato dalle forze di preservazione di Gabriel. Avendo l'arcangelo del fuoco bruciato le impurità astrali, non rimane adesso che ciò che deve essere accudito al fine di poter rinascere in primavera. Così nell'oscurità invernale la luce va a morire, solo per poi cominciare a risorgere più forte ogni giorno fino all'inizio dell'estate.

Nel macrocosmo, Gabriel nutre la sostanza astrale della Terra con le forze della generazione. Tutto nella natura accumula forze affinché possano poi sostenere le proprie attività nella successiva vita della Terra. Gabriel versa i suoi fluidi spirituali che traboccano dalla sua coppa, con nelle profondità dell'utero della Terra dove viene nutrita la luce avvolta dalle tenebre.


Nel microcosmo Uriel infonde la rettitudine di pensiero nell'anima dell'uomo: un sentimento di attesa, di contemplazione e riverenza per quel passaggio in cui tutto l'anno successivo viene riassunto. È nelle tredici notti tra la vigilia e l'epifania che le forze zodiacali discendono dai Pesci all'Ariete nell'essere umano, così da imprimere tutto il successivo sviluppo della biografia nel corso dell'anno. Il Solstizio d'Inverno è dunque la preparazione a tutto ciò che avverra successivamente grazie al Natale.


È la Notte Cosmica della Terra, la sua personale Notte Oscura dell'Anima che può essere illuminata solo dal seme più elevato del mondo terrestre, il Bambino Divino nato nel grembo della Madre Terra, a cui corrisponderà poi la discesa sulla Terra dello Spirito del Sole. Dove nel mondo fisico vi è nascita, nel mondo spirituale vi è morte e viceversa. Solo dal caos, le tenebre indifferenziate, può nascere infine la luce che illumina la stessa oscurità rendendola cosciente di se stessa.

SKYPE

per le videochiamate

giorgio.tarditi.spagnoli

Giorgio Tarditi Spagnoli

CONTATTI

P.IVA 02720160999

giorgiots@me.com

+39 340 518 6928

Copyright 2020 Giorgio Tarditi Spagnoli

Sito web realizzato da Antonio Passarelli