6 Gennaio – Adorazione dei Re Magi – Epifania del Cristo in Gesù

Aggiornamento: gen 26


Basilica of Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna

6 Gennaio – Adorazione dei Re Magi

I 3 Re Magi vengono dall’Oriente ad adorare la nascita del Gesù del Vangelo di Matteo, il bambino della stirpe regale discesa da Salomone. Egli era il messia promesso al popolo eletto: è un’anima antica che è andata incarnandosi in ogni epoca di cultura acquisendo conoscenze di tutti i tempi, luoghi e popoli, ovunque si muovesse la corrente spirituale. Le pratiche di ierogamia e di preservazione del sangue in uso presso i popoli semiti aveva permesso di creare le condizioni affinché si potesse accogliere questo particolare Io, antico e saggio, il quale portava in sé il potere regale e temporale. Il Vangelo di Matteo ci narra dell’annuncio che l’angelo fa a Giuseppe: il bambino fu concepito nel Tempio a Betlemme e dovette sfuggire alla strage degli innocenti compiuta da Erode, per paura di venir detronizzato, come previsto dalle profezie degli ebrei.


Il Gesù del Vangelo di Luca è invece l’anima paradisiaca, è quella parte di Adamo che venne preservata nell’Eden al momento della Cacciata dal Paradiso Terrestre per effetto dell’influsso degli Spiriti Luciferici. Il mistero dei due messia, regale e sacerdotale, era ben noto anche agli Esseni. Come il 25 dicembre si festeggia la visita dei Pastori nella grotta della nascita del Gesù del Vangelo di Luca, discendente di Nathan della stirpe sacerdotale; così ora il 6 gennaio si festeggia la nascita regale. Mentre la nascita del Gesù Nathanico viene festeggiata soprattutto nella chiesa cattolica, la tradizione della nascita del Gesù Salomonico venne preservata invece nella chiesa ortodossa orientale. La chiesa dattilica interpreta l’Epifania come il riconoscimento della divinità di Gesù per già dell’arrivo dei Re Magi, e celebra la domenica dopo il Battesimo nel Giordano. Tuttavia dalla ricerca scientifico-spirituale sappiamo che la vera divinità, il Cristo, si manifesta solo al Battesimo nel Giordano, per cui questo coincide con la epifania del dio solare.


Non dobbiamo farci trarre in inganno dalle date delle festività: il Gesù Nathanico nacque dopo il Gesù Salomonico, che era infatti più vecchio, di circa 6 mesi. Prova ne è che la strage degli innocenti avvenne prima del 25 dicembre. Infatti è vero che il Gesù Nathanico nacque intorno al 25 dicembre, corrispondendo questa data all’antica festività del Sole Invincibile, il Sol Invictus dei Romani. L’anima paradisiaca portava infatti in sé le forze solari dell’Eden, quando la Terra riceveva ancora l’influsso diretto dei quattro fiumi del Paradiso, ovvero i 4 eteri che si riversavano nella zona sulla faccia della Terra da cui fuoriuscì il Sole a metà dell’Era Iperborea.


I nomi tradizionali dei Magi sono Kaspar, Balthasar e Melchior: erano i tre più alti iniziati dello Zoroastrismo, dunque discepoli del Maestro Zarathustra, il quale era lo stesso Gesù Salomonico in una precedente incarnazione nell’Antica Persia. La Stella che i Re Magi seguirono fino a trovare la casa dove nacque il bambino regale era l’Io di Zarathustra stesso che percepivano chiaroveggentemente: il nome stesso del Maestri significa “Stella Dorata”. Zarathustra aveva fondato una scuola esoterica in cui veniva insegnata perfettamente la Saggezza delle Stelle, l’Astrologia originaria, la quale era la “Sofia che viene dalle stelle” cioè la percezione dell’essere cosmico della saggezza. Potremmo dunque dire che i Magi erano coloro che sapevano interpretare gli intarsi astrali del manto di stelle di cui la Sofia, la Stella del Mare, si ammanta. Questa conoscenza dell’essere della Sofia, nel corso dei millenni, sarebbe servita ai Magi che si sono succeduti a riconoscere quando l’Io del Maestro si sarebbe incarnato nuovamente.


Nella Scienza dello Spirito i tre Re Magi hanno questo significato spirituale:

  1. Kaspar regala la Mirra, la spiritualizzazione della volontà, la quale significa la Resurrezione (o Forza) e corrisponde allo Zolfo Filosofico. Porta in sé le forze preservate della Lemuria;

  2. Balthazar regala l'Incenso, la spiritualizzazione del sentimento, la quale significa l'Armonia (o Bellezza) e corrisponde al Mercurio Filosofico. Porta in sé le forze preservate dell'Atlantide;

  3. Melchior regala l'Oro, che rappresenta la spiritualizzazione del pensiero, la quale significa Saggezza e corrisponde al Sale Filosofico. Porta in sé le forze che vengono preparate nella Quinta Era, l'attuale.

Kaspar era moro, abitante dell’Africa e rappresentava la discendenza dell’umanità della Lemuria: i mori sono infatti portatori dell’antico culto animale e animista, derivante dai lemuriani i quali vivevano immersi tra gli dei dal volto animale, le anime di gruppo animali. Balthazar era di pelle gialla, abitante dell’Asia e rappresentava la discendenza di Atlantide: questi erano i discendenti del nucleo di civiltà istituto dal Manu, la guida dell’umanità, dopo il Diluvio Universale che aveva sommerso il continente atlantideo. Melchior era invece bianco, abitante dell’Europa e rappresentava la Quinta Era Post-Atlantica.


I 3 doni dei Re Magi sono a loro volta il simbolo del dono delle rispettive correnti di civiltà. Kaspar porta in dono la Mirra, che preserva, rappresenta la morte al volere del corpo e la resurrezione nel volere dello spirito. La Lemuria venne distrutta dall’abuso delle forze della volontà, la quale entrò in risonanza con il 6o strato interno della Terra, la Terra Ignea, provocando enormi esplosioni vulcaniche che distrussero il continente: fu il momento in cui la morte entrò nella sfera di esperienza umana, così che la mirra, che preserva dalla decadenza della decomposizione fisica, rappresenta la speranza nella resurrezione dei corpi.


Balthazar porta l’incenso, il Franchincenso, l’offerta agli dei che rappresenta la sublimazione del sentimento. Gli Atlantidei erano profondamente devoti, in quanto il Tau, la Parola Spirito permeava la natura. L’Atlantide venne distrutta dall’abuso delle forze vitali della Natura per mezzo dell’egoismo: questo evento fu una vera e propria pratica di magia nera che permise per la prima volta al pensare vivente, intessuto nell’eterico, di decadere nel pensare materialistico di cui consociamo bene le conseguenze nell’epoca attuale. Il Diluvio Universale separò gli atlantidei dal risuonare della Parola Cosmica. Così l’oro è la fiducia nel fatto che il pensiero, superato il punto più basso dell’evoluzione, risorgerà a nuovo come pensare solare, cosmico.


Melchior porta l’Oro, il simbolo della saggezza, il pensare spirituale. La quinta epoca postatlantica ha come missione quella di far risorgere il pensiero per mezzo dei pensieri solari e cosmici di Michael, il quale apre la strada affinché questi compenetrino anche la sfera del sentimento. L'oro è dunque il pensare spiritualizzato. Nella nostra epoca questo si unisce al sentimento spiritualizzato e diviene il pensare del cuore: quando il cuore comincia ad avere pensieri, questi irradiano come l'oro e ascendono come il profumo dell’incenso, ritornano al capo. Questo ciclo di rinnovamento del pensiero tra cuore e testa, segue il circolo sanguigno e permette al pensare ed al sentire di unirsi al Cristo per mezzo del suo sangue eterizzato.


Per sfuggire alla persecuzione di Erode, la coppia di sposi Giuseppe e Maria fuggì in Egitto: qui il reincarnato Zarathustra recupera l’antico impulso di un suo discepolo, colui che si sarebbe incarnato in. Ermete Trismegisto, il fondatore della cultura egizia. Zarathustra aveva infatti donato il suo corpo astrale a Ermete così che potesse preparare la cultura egizia alla venuta dello spirito solare. Questo si espresse nel culto di Aton istituito da Akhenaton. Il faraone istituì un enoteismo, in cui il dio del sole prevaleva sugli altri dei: in questa atmosfera del tutto particolare nella storia del popolo egizio nacque Mosé, un altro discepolo di Zarathustra reincarnato, il quale aveva ricevuto in dono il suo corpo eterico. Ecco dunque che il Gesù-Zarathustra bambino nella sua fuga in Egitto recuperò tanto la memoria inscritta nel corpo eterico di Mosé, ovvero la conoscenza del mistero dei numeri della Cabala, e la saggezza di Ermete inscritta nel suo corpo astrale.


I due messia, regale e sacerdotale, si unirono nel misteriosamente alla Presentazione al Tempio, quando entrambi i Gesù compirono 12 anni. In quell’evento l’Io di Zarathustra lasciò i veicoli del Gesù Salomonico e si infuse nell’anima del Gesù Nathanico. In quel momento l’anima antica di Zarathustra si unì all’anima del Secondo Adamo che mai si era incarnata prima: tutta la saggezza del Maestro dei Persiani, colui che iniziò perfino Ermete e Mosé, si unì alla condizione di coscienza paradisiaca di Adamo, facendo sì che la linea iniziatica acquisita per mezzo della via regale, si unì a quella ottenuta per mezzo della via sacerdotale. A quel punto i due divennero uno, colui che divenne noto come Gesù di Nazareth.


Dunque arriviamo al secondo significato del 6 gennaio, l’Epifania: la rivelazione del divino nell’uomo. L’uomo Gesù di Nazareth, in cui viveva l’Io di Zarathustra e l’anima paradisiaca di Adamo, ricevette ai 30 anni lo spirito solare del Cristo per mezzo del battesimo compiuto da Giovanni Battista nel fiume Giordano. Egli è un Eloah, lo Spirito del Sole, il quale sostituì l’Io di Zarathustra, che tornò nei mondi spirituali. Questo evento di discesa del Cristo e di ascesa dello spirito di Zarathustra compare immaginativamente quale colomba dello Spirito Santo. Ecco dunque che il dio del Sole si mostra col volto dell’uomo, di colui che era la massima espressione della saggezza che l’umanità aveva potuto acquisire nel corso dell’evoluzione terrestre.