Antisofia: Contro-Scienza dello Spirito

Aggiornamento: gen 19

Goetheanum 2

Vetrata verde del Goetheanum di Rudolf Steiner


L’antroposofia deve ancora sopportare d’essere definita ottusa, stupida nonché un’atroce superstizione dalla scienza popolare ufficiale — scienza che si potrebbe chiamare antisofia. – Rudolf Steiner Tratto da O.O. 102, “L’influenza degli esseri spirituali sull’uomo”, terza conferenza, Berlino 15 febbraio 1908

L’antisofia è dunque la scienza che esclude la saggezza (-sofia), ogni scienza che escluda la Sophia non è che antisofia. Ma la scienza ufficiale materialistica non è che una delle forme che assume questa antisofia, ben più pericolose sono le forme che uniscono spiritualità decadute con la scienza. Ma cominciamo dal principio: come nasce l’antisofia o contro-scienza dello spirito? Vedremo che ha le sue radici nel mondo spirituale stesso e come questa sia collegata una delle antisofie principali, l’ufologia religiosa.


Il vero esoterismo, che è lo studio dello spirito occulto nell’uomo e nel mondo, è estremamente discreto. Non si presta a spettacolarizzazioni. Richiede anche, oltre allo studio, la pratica meditativa. Lo spirito non è materia, ma è nascosto nella materia. Questo è il lato occulto del mondo. La conoscenza esoterica è infatti esperienza del mondo spirituale e non invenzione di fantasia. La fantasia, facile preda del materialismo, è un utile strumento creativo la cui natura luciferica e lunare, deve essere redenta: come ogni strumento può essere volto al bene o al male. L’esoterismo invece ricerca le immaginazioni, ovvero delle rappresentazioni di entità spirituali, che mostrano la loro azione morale in immagini.


Ciò che invece viene fatto dall’ufologia e da un certo filone di spiritualità decaduta, “quantistica” (quale per esempio quella esposta ne Il Tao della fisica di Fritjof Capra) è ricercare nella scienza materialistica ciò che appartiene al mondo spirituale. Avviene dunque una arimanizzazione dello spirito. Dalle “più recenti scoperte della scienza” si passa poi alla New Age, in cui tutto ciò che è “essere di luce” (o alieno) viene concepito come buono e dove il male non viene nemmeno preso in considerazione. Questa è un’elevazione luciferica della materia. Si noti come questa spiritualità luciferica abbia un carattere del tutto orientale e come si presti alla fusione con un materialismo spirituale. Infatti, per quanto si ammantino tali scienze di qualsivoglia conquiste spirituali, si parla sempre di “energia” descrivibile secondo “calcoli matematici”, e dunque rientra nelle categorie scientifiche di numero, peso e misura! L’energia, i quanti, non sono spirito: lo spirito è immensurabile.


Quando questa “spiritualità quantistica” viene applicata all’ufologia si ottiene una commistione perfetta tra una spiritualità orientale decaduta e una pseudoscienza spirituale. Spiegare lo spirito con la materia, per quanto “aliena”, “quantistica” o “energetica”, segue esattamente la definzione di materialismo. Mentre l’autentico esoterismo insegna che è la materia ad essere l’effetto della causa spirituale che è priva di peso, misura o numero.


L’origine dell’antisofia, ovvero della scienza materialistica che si traveste da scienza spirituale, risiede essa stessa in una altissima tradizione spirituale che qualche secolo dopo Cristo, decadde: lo gnosticismo, nella forma del docetismo.


Per sviluppare tale delicato problema, dobbiamo però subito fare una distinzione tra gnosi e gnosticismo:

  1. Gnosi: è la conoscenza del divino, contrapposta alla sola fede. Tale conoscenza del divino si ripresenta sotto forme diverse storico-culturale, ma in sé rimane una costante della ricerca esoterica universale. Non è soggetta a corruzione poiché rimane una conoscenza spirituale;

  2. Gnosticismo: sono le diverse forme storicamente assunte dalla gnosi perenne, veri e proprie religioni della conoscenza, e che dunque sono soggette alla legge di nascita, maturità e decadenza del mondo fisico-sensibile. Si sviluppano principalmente dall’oriente precristiano fino a giungere all’area mediterranea dove ebbero la massima espansione.

Se dunque può esistere uno gnosticismo “decaduto”, rispetto a forme precedentemente esistenti, non può in alcun modo esistere una “gnosi decaduta”, in quanto questa espressione sarebbe una contraddizione in termini. Ciò che qui riferiremo del complesso rapporto tra gnosi, gnosticismo e antroposofia vale solo per alcune forme di gnosticismo e non per la gnosi.


La cosmogonia gnostica conteneva nondimeno molto della saggezza degli antichi misteri orientali, compenetrata dalla conoscenza del Cristo che ancora aleggiava nell’immensità del cosmo irradiantesi dal Sole, come Spirito Solare. In particolare Steiner indica lo gnosticismo storico come una forma di gnosi adatta all’epoca dell’anima senziente, ovvero nella terza epoca di cultura, l’antica epoca caldeo-egiziana (2800 a.C.-700 a.C.); mentre intende l’antroposofia una forma di gnosi adatta all’epoca dell’anima cosciente, la quinta epoca post-atlantica (1400 d.C.-3500 a.C.).

Per gli gnostici Cristo era l’ultimo degli Eoni inviato dal Padre, Bythos (l’Abisso) per strappare il suo eone gemello, Sophia (Saggezza), alla materia della Terra. Ella era decaduta nella materia per aver desiderato il suo stesso padre invece che generare insieme al suo compagno legittimo (Cristo). Da questo desiderio incestuoso, Sophia aveva generato il Demiurgo, l’Arconte supremo (Yaldabaoth, demone di Saturno) e al contempo dio minore, che subito abbandonò. In questa estrema solitudine Yaldabaoth si ricordò della sua origine spirituale, e preso dalla superbia volle creare un mondo per sé. Ma le sue facoltà erano limitate e così fece solo una copia imperfetta del mondo spirituale, creando un’illusione, la Terra e il cosmo materiale. Egli agiva passivamente in quanto copia dell’ineffabile Bythos, il Padre nei Cieli. Lo scopo del percorso gnostico è ricondurre la Sophia alla sua patria divina, il Pleroma, ovvero la pienezza degli degli eoni emanate dall’Uno, Bythos.


Da questo punto deriva l’estremizzazione di un certo gnosticismo: la Terra e il cosmo, invece che il centro della redenzione del Cristo e quindi dell’uomo, divengono il male che è illusione. Si negava la materialità della vita di Gesù Cristo: ovvero le sofferenze umane patite nell’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth, fino alla morte sulla croce. Per questi gnostici la sofferenza umana non aveva alcun significato spirituale. Tutt’altro. Le emozioni troppo vicine alla carne erano frutto dell’influsso degli Arconti: demoni dominatori dei Sette Sacri Pianeti, che attraverso il moto degli astri avevano il potere di creare l’illusione della sofferenza, della malattia e della morte. La materia stessa era la radice della sofferenza, dunque il corpo e la Terra dovevano essere disprezzate e mortificate in quanto illusione (maya).


Seguendo questa logica estrema, se il corpo di Gesù di Nazareth era fatto di materia terrestre, era solo un’illusione e dunque Cristo, essendo un Eone di puro spirito, non poteva aver davvero sofferto e dunque non poteva essere divenuto davvero essere umano. La morte di un essere puramente spirituale, di una idea divina, era così inaccettabile, che il Mistero del Golgotha veniva chiamato lo “scandalo della crocifissione”. Questa è la differenza fondamentale tra gnosticismo decaduto (docetismo) e cristianesimo esoterico.


Ma il docetismo è contraddetto dall’Evangelista di cui Steiner ci narra a fondo le vicende karmiche e l’unico di cui si deve prendere il Vangelo come letterale: l’autore dell’Apocalisse, Lazzaro-Giovanni.


Nelle parole di Steiner:

Lo gnosticismo non conosce il Cristo come lo conosce il cristianesimo esoterico, ma solo come un’entità spirituale; e in Gesù di Nazareth essa scorge tutt’al più un annunciatore umano, più o meno strettamente legato a quella entità spirituale. Lo gnosticismo non vuol rinunciare al Cristo che rimane invisibile; il cristianesimo esoterico, invece, è sempre stato consono al Vangelo di Giovanni fondato solidamente sulle parole: “E il Logos si è fatto carne e ha abitato tra noi”. – Rudolf Steiner Tratto da O.O. 103, “Il Vangelo di Giovanni”, terza conferenza, Amburgo 20 maggio 1908

Esiste dunque una polarità tra gnosticismo docetico e esoterismo cristiano (la Chiesa di Giovann