Biosofia: Il Lavoro Biografico Antroposofico

Aggiornamento: feb 5

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Il diagramma della Biografia dell’uomo come tripartizione del motto rosicruciano Ex Deo Nascimur, In Christo Morimur, Per Spiritum Sanctum Reviviscimus secondo George O’Neil, Gisela O’Neil e ulteriormente elaborato da Florin Lowndes e pubblicato in “The Human Life” (Mercury Press).



“Uomo, conosci te stesso e diventa ciò che sei!”

Quando uno spirito muore, diventa un essere umano; un essere umano che muore diventa uno spirito. Una libera morte dello spirito, una libera morte dell’essere umano. – Novalis

Noi siamo spiriti che fanno un’esperienza umana. Solo lo spirito trova il significato delle cose, delle persone, il senso della sua stessa vita sulla Terra. Se vuoi conoscere te stesso, cerca nel mondo; se vuoi conoscere il mondo, cerca in te stesso. Solo quando corpo, anima e spirito sono in perfetta armonia con la Natura e il Cosmo, l’uomo trova il suo Io. Tutto ciò è possibile attraverso la divisione in settenni della biografia ed il riconoscimento degli archetipi e delle forze che vi agiscono.


La Scienza dello Spirito ci aiuta a comprendere le nostre potenzialità, a compiere scelte coscienti, orientare nel cammino di evoluzione spirituale.


Dall’incontro tra la comprensione della biografia dell’Antroposofia e il Counseling nasce il Counseling Antroposofico, il quale è parte della Psicosofia. Il Counseling nasce dall’esigenza del singolo di compiere scelte, supportato da una persona comprensiva che possa dargli sostegno così come mostrargli altri punti di vista possibili. L’Antroposofia ci aiuta a comprendere le nostre potenzialità, a compiere scelte coscienti, orientare nel cammino di evoluzione spirituale. Quando uniamo l’Antroposofia al Counseling, otteniamo un approccio di ampio respiro in grado di comprendere l’intero panorama della vita dell’individuo in tutte le sue dimensioni: fisica, animica (psichica) e spirituale. Ecco dunque che la Psicosofia, si pone come comprensione tanto personale quanto transpersonale, materiale e spirituale del cammino di vita dell’uomo riconoscendone tanto il valore individuale che quello universale. Attraverso il Counseling Antroposofico puoi scoprire la tua individuale risposta alle domande fondamentali dell’uomo.


Da dove vengo?

Chi sono?

Dove vado?


Queste sono le domande fondamentali che l’uomo si pone rispetto al Cosmo. Sono tutte domande di separazione. Infatti nella coscienza di veglia ordinaria in cui l’uomo vive, si pone in relazione di antitesi rispetto alla Natura e al Cosmo, eppure sappiamo che l’uomo è l’unico essere che vive a metà, avendo tanto un corpo che appartiene alla Natura, quanto uno spirito che appartiene al Cosmo. L’uomo con il suo Io si sente solo nello spazio interiore della sua anima. In verità l’uomo non è mai solo! Deve saper trovare la chiave per vedere la realtà com’è e non come crede che sia in balia del dubbio, della separazione e della paura. È l’amore che ci muove nella metamorfosi: amore per noi stessi e per il prossimo, per gli eventi e le cose, per l’uomo e la Natura.

L’amore ha molte forme la maggior parte di queste legate al destino individuale (karma). Ma quando l’amore è coniugato alla libertà, cioè alla coscienza dell’archetipo entro l’azione, riesce a vincere il vincolo del destino, adempiendolo appieno. Si passa così dall’amore del corpo, a quello dell’anima e infine all’amore dello spirito. Più l’anima è evoluta, più sarà in grado di provare un amore disinteressato che si avvicina allo Spirito. L’evoluzione spirituale è dunque una relazione d’amore con gli archetipi che vivono attraverso le nostre vicende biografiche.


La Formazione del Destino nel sonno e nella veglia

Ma che cosa si sviluppa da questo stato di sonno al principio della vita umana quaggiù? Tre cose dobbiamo considerare specialmente, se vogliamo comprendere come agisca quel che l’uomo ha portato giù dalla sua esistenza prenatale, e che nella sua esistenza fisica: tre cose che l’uomo deve appropriarsi diversamente da come se le appropria l’animale. L’animale o non se ne appropria affatto, o se le porta più o meno con se al mondo. Queste tre cose, noi le designiamo nella vita così che esse vengono intese molto unilateralmente. Solo una piccola parte del tutto viene propriamente intesa. La prima cosa è l’imparare a camminare. L’uomo viene al mondo come un essere che non può camminare, che deve prima acquisire questa facoltà. La seconda cosa che l’uomo deve appropriarsi è il  parlare, e la terza è il pensare. Possiamo, è vero, constatare nel bambino come l’una cosa preceda l’altra, ma, prendendo l’umanità nel suo complesso , si può dire in genere che l’uomo impari a camminare, a parlare, a pensare. In ogni caso, impara a pensare dopo che ha iniziato a parlare. Solo dal parlare impara sorge a poco a poco la facoltà di trattenere anche in pensieri quel che è chiuso in parole. E ciò dura assai a lungo, finchè si può davvero dire che il bambino pensi. – Rudolf Steiner, La Formazione del Destino nel sonno e nella veglia, Berna, 6 aprile 1923


La discesa dell’anima

Secondo la visione dell’Antroposofia, l’anima discende dagli spazi cosmici per incarnarsi sulla Terra. Una volta nel suo veicolo fisico si esprime quale immagine visibile direttamente nel corpo e nel modo in cui questo viene usato nel cammino di vita. L’espressione dell’anima avviene con le tre potenze:

  1. Il Pensare attraverso la Testa;

  2. Il Sentire attraverso il Cuore;

  3. Il Volere attraverso le Mani con cui fare, i Piedi con cui andare.

Originariamente queste tre potenze sono in perfetta armonia tra loro, non essendo ancora state toccate dagli eventi della vita. La famiglia è il primo nucleo che granatiere la protezione e permette lo sviluppo delle proprie capacità durante l’infanzia. L’anima si incarna così scegliendo le condizioni necessarie alla sua futura evoluzione sulla Terra, per quanto dure possano essere. Poi nell’adolescenza avviene il primo distacco, l’anima giovane incontra per la prima volta davvero il mondo all’esterno della famiglia, gli amici e l’amore. L’anima si ritrova così circondata da anime incarnatesi nella stessa generazione, i coetanei, con le stesse forze archetipali che agiscono nel tempo e nello spazio. Quando l’anima ha intessuto rapporti intensi con i suoi coetanei, allo stesso tempo intendo le sue potenzialità future, arriva alla maggiore età di 21 anni quando il suo Io spirituale si incarna e diviene pienamente un individuo. Da quel momento comincia la vita adulta e con essa, la battaglia con le sue ombre.


Relazione tra Io e anima

L’Antroposofia ci aiuta a comprendere la relazione tra Io e anima, fondamentale nella pratica del Counseling Antroposofico e dello Studio di Biografia. Solo noi stessi possiamo chiamare noi stessi “io”: la prima persona può essere usata solo in riferimento a noi come soggetti, mai per un altro. Questo è il primo indizio della trascendenza dell’Io rispetto all’anima e alla vita umana. Infatti, quando l’Io umano tocca l’anima al fatidico compiersi dei 21 anni, l’anima stessa va incontro ad una profonda trasmutazione che coinvolge tutto il suo essere e la relazione con i corpi sottili che appartengono alla Natura.

  1. Quando l’Io si incarna e lavora sulla potenza del Sentire, l’anima si trasmuta in Anima Senziente, che sente il bello e il brutto;

  2. Quando l’Io si incarna e lavora sulla potenza del Pensare, l’anima si trasmuta in Anima Razionale, che pensa il vero e il falso;

  3. Quando l’Io si incarna e lavora sulla potenza del Volere, l’anima si trasmuta in Anima Cosciente, che vuole il giusto e lo sbagliato.

Ecco dunque che l’Io fa da spartiacque tanto nella biografia individuale con la maggiore età; quanto nella stessa anima che ne viene alchemicamente trasmutata. Lo scontro con la vita adulta è lo scont