Il Cammino Iniziatico del Parco di Villa Durazzo Pallavicini – Primo Atto

Aggiornato il: mag 17


Il Paradiso nel Parco di Villa Durazzo Pallavicini


Il Parco di Villa Durazzo Pallavicini sito a Genova Pegli, fu realizzato in un periodo dal 1840 al 1846 , su progetto dell’architetto Michele Canzio, per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini. È uno dei giardini romantici più noti nel panorama italiano ed europeo, rappresentandone uno degli esempi più complessi. Tuttavia ciò che caratterizza davvero il parco è il percorso che si snoda su un'intera collina di 8 ettari, secondo un vero e proprio cammino iniziatico.


Questo cammino iniziatico è la trasposizione del Dramma Sacro degli Antichi Misteri in una forma adatta all'uomo della seconda metà dell'ottocento, all'alba dell'epoca moderna, e che ancora echeggia forte nel presente. Il linguaggio esoterico è insieme teatrale, nel senso dei Drammi Mistero, così come Massonico, divenendo uno strumento di meditazione, iniziazione e ascesi in una forma propria alla Tradizione dei Misteri Occidentali.


Il cammino si snoda in un prologo, un antefatto, 3 Atti, ognuno composto da 4 scene, ognuno dei quali viene dipinto sulla tela del paesaggio genovese tanto per mezzo dell'architettura della natura, così che l'esperta mano dell'uomo diventa continuatrice dell'opera primordiale della Natura. In una trasmutazione alchemica degli ambienti naturali, secondo metodi propri della Massoneria, i panorami naturali vengono trascesi nella tensione verso l'infinito, lo Spirito che trasmuta tanto la Natura che l'uomo che li vive. Per la Massoneria l’uomo è un essere spirituale capace di trasformare se stesso per mezzo di Saggezza, Bellezza e Forza, i tre pilastri cosmici e del Tempio Mistico.


Nel 1° Atto l'Apprendista sperimenta il mondo fisico e l'intessere degli esseri elementai che deve imparare a dominare fuori di sé e dentro di sé. Nel 2° Atto il Compagno sperimenta il mondo astrale o animico e le lotte interiori, tra la tendenza a discendere verso la materia e quella di ascendere allo spirito. Nel 3° Atto il Maestro è uno spirito incarnato che domina la materia e l'anima ed al contempo deve trascenderle entrambi per divenire davvero se stesso.


In questo senso, il giardino è restaurazione della condizione paradisiaca per mezzo dell’Arte Regale di Caino, ovvero la via dell'iniziazione solare che trasmuta l'elemento minerale in elemento vegetale, vivente ed al contempo, plasma la pietra per mezzo della saggezza al fine di trasformare la Pietra Grezza in Pietra Cubica. In particolare, il Giardino Iniziatico è un edificio filosofico che permette di riunire l’uomo alla natura vissuta come essere vivente, risvegliando dunque la sua coscienza al rapporto con gli esseri elementari, i quali divenendo percepibili alla coscienza, vengono liberati dal loro incanto.


È proprio questo cammino iniziatico che grazie alla collaborazione dell'architetto Silvana Ghigino, direttore del Parco, e di Opera Omnia Online – Pleroma di Antonio Passarelli, abbiamo realizzato un documentario che pone in parallelo il cammino iniziatico massonico e quello antroposofico. Le scene sono impreziosite dalla presenza del gruppo di rievocazione storica Nobiltà Sabauda, che hanno ricreato l'atmosfera della seconda metà dell'ottocento. Quanto scriverò qui e dirò nel documentario, visibile su YouTube, è dunque in armonia con quanto scoperto dal direttore del parco, l'architetto Silvana Ghigino, in 10 anni di ricerca sul campo, dando voce allo Spirito del Parco stesso.


Potete leggere delle sue ricerche sui significati esoterici del Parco nel libro:

Silvana Ghigino

Il parco nascosto. Villa Pallavicini a Pegli

SAGEP Editrice


Inoltre:

Qui trovate il percorso del Parco.

Qui trovate la mappa del Parco.



APERTURA


La Sala Verde

Il cammino iniziatico inizia nella Sala Verde, una stanza ovale e riccamente decorata che rappresenta l'uovo cosmico dove i quattro elementi, Fuoco, Aria, Acqua e Terra sono nel loro stato originario. Qui siamo nel Paradiso prima della Cacciata dal Paradiso Terrestre, prima dell’acquisizione della coscienza. Gli specchi presenti nella sala riflettono le immagini all’infinito, creando la continua riflessione di chi vi si specchia, annullando la differenza tra oggetto e soggetto.

A Ovest si ergono le due colonne del Tempio, attraverso le quali possiamo scorgere lo stato immanifesto precedente a quello del Paradiso.


Sulla volta ovale stanno la Vergine dello Zodiaco, a rappresentare l'Anima del Mondo, e Dioniso, a rappresentare l’anima umana prima della nascita nel mondo fisico-sensibile. Le due immagini della Vergine e Dioniso, poste rispettivamente in una polarità tra Nord e Sud, sono circondate da 10 oblò a forma di occhi, rappresentando le Gerarchie che all'ora custodivano l’uomo. Si tratta quindi della rappresentazione romantica dell'umanità Lemurica.

La Sala Verde con la Vergine e Dioniso


Se volgiamo lo sguardo al pavimento, vediamo che questo rappresenta il cubo del corpo fisico, il quale prima della Cacciata dal Paradiso è ancora perfetto, essendo del tutto spirituale: è il fantoma, ancora privo della materia che lo avrebbe successivamente reso opaco. Il cubo viene visto in una prospettiva isometrica, come esagono, essendo che nel Paradiso il corpo dell’uomo era tutt’uno con le forze solari che discendevano copiose dal Sole, i quattro fiumi del Paradiso o i quattro eteri: calore, luce, suono e vita.


Una volta che volgiamo lo sguardo verso Est, siamo innanzi a tre porte-finestre, che presentano due cerchi a formare il simbolo della lemniscata solare: le tre lemniscate sono le forze dell'anima, pensare, sentire e volere, le quali al di fuori nel mondo. Una volta varcata la Soglia del Paradiso, la nostra personale Cacciata, siamo al di fuori sulla terrazza completamente esposta al Sole: qui il pavimento a scacchi bianco e nero, indica la differenziazione duale, il frontone della Sala Verde mostra ora i 4 fiumi del Paradiso, separati in forma di bassorilievi, come fossero un ricordo.


Riusciremo a restituire la vita a questo ricordo solo alla fine del nostro viaggio, una volta nel Paradiso Empireo del 3° Atto, quando saremo restaurati ad una più chiara visione. Per il momento ad attenderci all’ingresso, all'inizio del nostro viaggio sono i due Lupi, a rappresentare gli Ostacolatori: Lucifero e Ahriman. Ora siamo nati nel mondo fisico-sensibile, il mondo esteriore dove al di là della terrazza a scacchi prevale il mondo profano con i suoi affanni.


Non ci resta che varcare ancora una volta la Soglia, tralasciando progressivamente le impressioni fisiche per discendere sempre di più nell'interiorità, dove le epoche precedenti della storia umana, con il loro diverso stato di coscienza, sono ancora ben vive.


La Sala Verde

PROLOGO

La Tribuna Gotica e il Viale Gotico

Il decoro di alcune nuvole sulla sinistra, il lato del sentimento, ci indicano che stiamo abbandonando il corpo fisico: stiamo passando dal dualismo del mondo fisico presente sulla terrazza, che aggetta sul porto e la città profana, per incasinarci nella selva oscura, inciampando sulle pietre: i recessi dell’anima che ancora sono inconsci e lottano contro il conscio. La coscienza dell'Io è ancora debole e non è in grado di comprendere tutto quanto sta vivendo oltre le impressioni dei sensi corporei.


Ciò che è certo è che si tratta di un viaggio spirituale, nei mondi sovrasensibili. Ecco la Tribuna Gotica: tre vetrate di una chiesa gotica che rappresentano la triplicità dello spirito, Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo-Spirito. Questi condurranno tutto il viaggio iniziatico, sebbene dapprima in forma inconscia. Il lato sinistro rappresenta il sentimento, così come la metà di noi inizialmente non presente alla coscienza, quella parte che dovremo man mano illuminare nel cammino iniziatico, fino a giungere al pensare del cuore.


Sopra le tre vetrate stanno i volti di due figure femminili, Maria e Sofia, e quello del Cristo, che custodiscono per noi i tre spiriti dato finché non saremo in grado di rafforzare il nostro Io al punto da trasmutare i nostri corpi inferiori negli stessi tre spiriti. I tre volti vegliano sull'Io dell'uomo che compie il suo viaggio nelle tenebre dell'inconscio.


Avviandoci sul Viale Gotico, i tre volti vengono lasciate dietro di noi, alle spalle di noi Candidati all'Iniziazione, agendo quindi dall’inconscio, la regione occipitale del cranio, verso il conscio, la regione frontale. Stiamo camminando nella penombra di una vegetazione selvaggia, ma un sentiero si apre innanzi a noi, scorgendo alcune costruzioni antiche.


Ora non è più possibile tornare indietro, la coscienza ormai acquisita non si può più dimenticare: abbiamo fatto un passo nel cammino esoterico, attraverso il quale l’uomo ricongiunge anima e spirito nella saggezza spirituale, l’essere di Sofia, che comparirà a noi sotto molte forme.

La Tribuna Gotica – Immagine tratta dal sito Passeggiare in Liguria: https://passeggiareinliguria.it

ANTEFATTO

La Sala Etrusca

Il primo portale che passiamo e che inaugura il Viale Classico è la Sala Etrusca. Ci troviamo qui a ricapitolare lo stato di coscienza dell’umanità nella sua condizione successiva alla Cacciata dal Paradiso e precedente alla restaurazione dello stato paradisiaco con la venuta del Cristo ed il Mistero del Golgotha.


Dal punto di vista del cammino iniziatico, finché non raggiungeremo lo stato in cui lo Spirito, l'Io si incarna completamente nel corpo fisico, staremo ricapitolando precedenti stadi dell'umanità, dal passato fino al presente per poi andare verso il futuro. In questo senso, gli etruschi rappresentano l’inizio della civiltà eppure anche la religione del passato prima dell’epoca greco-romana.


I romani guardavano agli etruschi come un popolo capace di comunicare con gli dei per mezzo della divinazione, ovvero la lettura dei segni che il divino lascia negli eventi esteriori. Attraverso l’interpretazione delle comunicazioni degli dei, l’uomo poteva acquisire la “Pax Deorum”, ovvero la possibilità di fare la volontà divina.

In questo antico stadio dello sviluppo dell’umanità, la coscienza è ancora esteriore all’uomo: gli dei pensano, sentono e vogliono per l'uomo, l’Io deve ancora incarnarsi nel singolo uomo.


Il Viale Classico e l'Arco di Trionfo

Uscendo dalla Sala Etrusca e volgendo il nostro sguardo verso di essa dall'esterno, ci accorgiamo che ciò che esperito dall’interno era la civiltà etrusca, ora dall’esterno è la civiltà razionale dell'antichità classica, dei greci e ancor più dei romani. Così, si potrebbe dire che nell’inconscio del popolo latino c’è l’etrusco.


Passeggiando nella vegetazione sempre più ordinata del Viale Classico, abbiamo fatto il nostro ingresso nell’epoca greco-romana con la sua cultura dell'esteriorità: infatti, contemporaneamente, qui siamo nel mondo beneducato della seconda metà dell'ottocento, lo stesso di Pallavicini e Canzio, dove vige la sola parvenza esteriore. Tutto sembra perfetto intorno alla fontana circolare, ma in realtà è un girotondo che è destinato a finire per coloro che vogliono procedere oltre nella conoscenza esoterica.


La fontana circolare è il momento in cui si passa dalla parvenza profana ad entrare esotericamente nella più profonda interiorità. Allora la fontana stessa diviene il simbolo del Sole, della coscienza di veglia, che da un lato tende a divenire interessata solo al mondo esteriore e dall'altro, porta verso l'aspetto occulto di tutte le cose: l'occhio della coscienza comincia a vedere nell'oscurità.

La Fontana Circolare e l'Arco di Trionfo