Il Cammino Iniziatico del Parco di Villa Durazzo Pallavicini – Secondo Atto

Aggiornato il: mag 17


La Torre del Castello del Capitano


Benvenuti al 2° Atto del cammino iniziatico del Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli. Nel 2° Atto il Compagno sperimenta il mondo astrale o animico e le lotte interiori, tra la tendenza a discendere verso la materia e quella di ascendere allo spirito.


È proprio questo cammino iniziatico che grazie alla collaborazione dell'architetto Silvana Ghigino, direttore del Parco, e di Opera Omnia Online – Pleroma di Antonio Passarelli, abbiamo realizzato un documentario che pone in parallelo il cammino iniziatico massonico e quello antroposofico. Le scene sono impreziosite dalla presenza del gruppo di rievocazione storica Nobiltà Sabauda, che hanno ricreato l'atmosfera della seconda metà dell'ottocento. Quanto scriverò qui e dirò nel documentario, pubblicato su YouTube, è dunque in armonia con quanto scoperto dal direttore del parco, l'architetto Silvana Ghigino, in 10 anni di ricerca sul campo, dando voce allo Spirito del Parco stesso.


Potete leggere delle sue ricerche sui significati esoterici del Parco nel libro:

Silvana Ghigino

Il parco nascosto. Villa Pallavicini a Pegli

SAGEP Editrice


Inoltre:

Qui trovate il percorso del Parco.

Qui trovate la mappa del Parco.



2° ATTO


1° SCENA


Ingresso al Feudo Medievale – la Cappelletta di Maria

Camminando nella macchia mediterranea lasciamo la Sorgente, pura origine dell'anima umana, e giungiamo alla Cappelletta di Maria, dove ella ci accoglie a braccia aperte. Lei ascende e contemporaneamente guarda verso il basso, all’umanità che si incarna. Lei è l’intermediaria tra l’anima umana e Dio, lo Spirito, il Capitano che regna nel suo castello celeste.


Qui l’Apprendista è divenuto Compagno, e acquisendo esperienza viaggia verso il Maestro, il Capitano, passando dal mondo dell'anima al mondo dello spirito. Nella lontananza dove si apre la vista sul panorama, le case sono diroccate, dei ruderi: qui sperimentiamo anche la battaglia dell’anima per vincere le sue stesse debolezze.


La vegetazione è la macchia mediterranea, ruvida, spinosa, pioniera, perché l’anima è pioniera dello spirito, e nella battaglia si ferisce, sanguinando. Sacrifica il suo egoismo per ascendere al di fuori di se stessa.


La Cappelletta di Maria

2° SCENA


La Capanna Svizzera

È il villaggio della Repubblica di Genova, visibile nel panorama. Il Capitano che governa gli elementi, ha il buon comando delle anime che sotto di lui vivono nel fluire della vita spirituale, governando i quattro elementi, organizzandoli come il Demiurgo, mediatore tra immanifesto e manifesto.

In questa quiete svetta sempre la Lanterna, il faro che indica la via dal mare dell’inconscio verso le altezze dello Spirito autocosciente. La Lanterna prefigura la torre del Castello del Capitano e dove nel faro la luce è un fuoco che brilla sul mare di notte, nella torre del Castello del Capitano è lo spirito dell'uomo che rifulge nell'oscurità dell'inconscio. Elevandoci spiritualmente, noi veniamo restaurati ad una più chiara visione: la differenza tra il profano e l’esoterista è che questo si eleva al di sopra della vita profana.


La Capanna Svizzera

3° SCENA


Il Castello del Capitano

Entriamo nel Castello del Capitano: ora lo Spirito si incarna nell'anima umana.

Sul punto più elevato dell'intero cammino iniziatico che si snoda sulla collina del parco, il Compagno viene elevato a Maestro. Il Maestro incarna lo Spirito, la Quintessenza, la quale governa i 4 elementi: Fuoco, Aria, Acqua e Fuoco.


L’Adamo originario viene fatto dall’argilla, la terra rossa: il termine occulto è “Adamo della terra rossa”. Questo stesso rosso è il colore mattone del Castello, il quale nel suo insieme è il corpo quaternario dell’uomo, intessuto negli elementi, avendo il Capitano come Spirito che lo abita, la Quintessenza. Il Castello nel suo complesso è l’Adamo Cosmico.


La Torre è un quinto elemento architettonico che domina sopra i 4 bastioni, che sono gli elementi. La torre a base circolare svetta sulla pianta quadrata dei bastioni degli elementi. Il quadrato è 11 m x 11 m, essendo 11 il numero del passaggio ad un livello superiore: oltre il numero del completamento, 10, si giunge ad una nuova unità, seppure ancora instabile, 11.


Ogni bastione contiene una stanza simbolica degli elementi:

  1. L'Armeria, l'elemento Terra, per la presenza del metallo.

  2. Il Bagno, l'elemento dell'Acqua, per la presenza del gabinetto.

  3. La Cucina, l'elemento del Fuoco, per la presenza dei fuochi da cucina.

  4. La Scala, l'elemento dell'Aria, una scala a spirale su cui si ascende.

Sopra ognuna delle porte di queste quattro stanze vi è un disegno a tre petali con uno scudo araldico, rappresentante la Trinità, il Creatore, che forma ognuno dei quattro elementi.


La materia viene sublimata progressivamente, i gradini della scala a chiocciola sono 33 ascendendo verso all’apice, che rappresenta insieme il culmine ascendente del percorso e la fontanella sopra il cranio.


Lungo il cammino iniziatico non abbiamo mai cessato di ascendere, dalla Sala Verde fino alla sommità della torre del Castello del Capitano. In questa ascesa abbiamo vissuto prima nelle polarità fisiche, poi nelle polarità dell’anima, ora qui le polarità si riuniscono nell’Uno.


Siamo giunti alla Mezzanotte Cosmica: un asse verticale collega tutto il percorso: dal cielo alla Terra. La Torre ha otto vetrate colorate che rappresentano i Pianeti ed i cui rosoni sono anche i Fiori di Loto, i Chakra. La luce del Sole durante la giornata passa attraverso i vetri colorati che rappresentano le sfere celesti, tingendo della tintura planetaria tutto lo spazio.


Ogni singola vetrata si divide in 7 elementi:

  • 1 forma quadrata verso il basso, in forma di rombo, indicando gli Eteri.

  • 4 doppi cerchi affiancati a rappresentare gli elementi.

  • Infine una Trinità di tre cerchi che rappresentano lo Spirito ternario che presiede a tutto il percorso. L’ultimo cerchio è unico e risolve il dualismo posto al di sotto.

La vetrata a Nord è quella attraverso cui entriamo, come originariamente siamo passati attraverso le colonne nella Sala Verde. I decori interni della torre del Castello sono in indaco, il colore dello spirito cosmico, e l’oro, il colore dello Spirito Vitale: ora si è compartecipi della vita cosmica. I disegni vegetali dorati che si ricorrono nell'indaco cosmico si rispecchiano tra volta e pavimento.


Le Vetrate della Torre del Castello del Capitano

16 visi di esseri spirituali presiedono a tutto il processo e guardano al centro verticale dell’uomo, l’Io. Egli è al centro tra altezze e profondità, è una volta che permette di accedere alle sfere celesti con i loro doni astrali. Il numero 16 è 4 x 4 la permutazione degli elementi tra loro, che genera la totalità delle combinazioni possibili: sono gli archetipi della sostanza astrale dove gli elementi sono forze dell'anima in attrazione e repulsione; della sostanza eterica, dove gli elementi sono forze vitali e della sostanza fisica, dove gli elementi divengono percepibili ai sensi esteriori.


Al di sotto del Castello vi è una cisterna d’acqua che raccoglie tutto ciò che dall’altezze discende verso le profondità: l’acqua che qui viene raccolta viene solo dal cielo e raccolta in una cisterna cubica, che rappresenta il corpo dell’uomo in forma pura. Qui la Pietra Cubica è anche il Mare di Cristallo dell’Apocalisse.


Sul pavimento e la volta viene disegnata la stella a 8 punte, che è Sirio-Sothis, la Sofia che abbraccia il percorso iniziatico fin dall’inizio: ella era con noi nella Sala Verde sotto forma della Vergine, che fa coppia con Dioniso, l'anima umana paradisiaca; come dea Natura sull'arco di Trionfo; come Maria nella Cappelletta, nei nostri primi passi all'inizio del 2° Atto.


Alla mezzanotte cosmica, all'apice della nostra discesa sovrasensibile, noi compiamo l’ultimo passo in ascesa, e ridiscendendo sulla scala a spirale, noi torniamo nuovamente verso il basso. Dopo essere ascesi al mondo degli elementi, a quello dell'anima e giunti all'apice del mondo dello spirito, non ci resta che ritornare sulla Terra con la nuova coscienza acquisita.


Il Castello del Capitano

4° SCENA


Il Mausoleo del Capitano

In accordo con le Gerarchie l’uomo ridiscende nell’incarnazione: quando cominciamo la discesa nella nuova nascita noi sperimentiamo morte dello spirito. La nascita fisica è una morte spirituale.

Uscendo dal Castello del Capitano, vediamo la Torre dall’esterno: è stata colpita dal fulmine divino, ritorna verso la Terra. Come nella Torre dei Tarocchi, l’ascesa non è completa