Il Mistero della Trinosofia


Le Tre Marie alla Tomba vuota (Saintes-Maries-de-la-Mer)


Il nome misterico di “Trinosofia” compare in Francia, in un trattato esoterico databile tra la seconda metà e fine dell'Ottocento: La Très Sainte Trinosophie scritto dal Conte di Saint-Germain. Il misterioso libro fu prima di proprietà del grande esoterista Manly Palmer Hall, che lo tradusse in inglese, e poi del Getty Museum di Los Angeles che lo acquistò insieme ad altri trattati rosicruciani originali. Con questo nome di Trinosofia possiamo indicare tutti gli aspetti dell'Eterno Femminino che si configura come una triplice unità, il Mistero della Trinità dell'Anima.


La Trinosofia dunque fa parte della tradizione iniziatica rosacroce attraverso il Maestro Saint-Germain di cui Rudolf Steiner ci rivela essere un’incarnazione nel diciottesimo secolo di colui che conosciamo come Christian Rosenkreutz, il fondatore dell’Ordine Rosacroce nel secolo XIII. L’Ordine Rosacroce, infatti, ebbe il compito di portare alla comprensione degli Antichi Misteri precristiani alla luce della conoscenza del Cristo: il nome stesso di “Rosacroce”, in questo senso, è da intendersi come il rinnovamento nel senso del cristianesimo esoterico della conoscenza iniziatica solare di Atlantide, poi riversatasi negli Antichi Misteri. La Rosa del segreto iniziatico, simbolo di Iside, si unisce alla conoscenza portata dal Cristo per mezzo del Mistero del Golgotha, la Croce.


Per questo motivo Saint-Germain parlò inizialmente della Trinosofia come una nuova dottrina composta da tre forme di saggezza: la Cabala, la Magia e l’Alchimia le quali nell'impulso rosicruciano sono state compenetrate completamente dal Cristo e rese adatte ai tempi successivi al Mistero del Golgotha. Dobbiamo inoltre considerare l’influenza che Saint-Germain ebbe sul suo discepolo, il Conte di Cagliostro. Egli pose al centro del suo sistema esoterico, la Massoneria Egiziana, la Shekinah: questo è il nome ebraico dell’aspetto femminile della divinità, che possiamo tradurre come "Saggezza di Dio". Nel sistema di Cagliostro la Shekinah è simboleggiata dall’altare triangolare posto al centro del Tempio, che prende lo stesso nome e sul quale vengono svolte le operazioni del culto. Così, al centro dell’azione di questi due maestri dell’esoterismo occidentale vi era il culto della Sofia in una triplice forma.


Queste tre forme sono rappresentate anche dai tre pilastri dell'Albero della Vita della Cabala, noti come il Pilastro della Forza-Jakin, il Pilastro della Forma-Boaz ed il Pilastro Centrale dell’Equilibrio, possiamo anche vederle come le tre forze di pensare, sentire e volere che risiedono appunto nell'anima, così come alle tre luci della Loggia Massonica: Saggezza a Est, Bellezza a Sud e Forza a Ovest. Un percorso esoterico, per essere in equilibrio, deve essere fondato su tutti e tre questi pilastri del Tempio cosmico al fine di poter mantenere in equilibrio le potenze dell'anima nel Tempio dell’uomo.



L’essere stesso della saggezza compare sottoforma di una dottrina esoterica, la quale si sviluppa attraverso gli stadi storici di crescita: nella terza epoca di cultura, l’Egizio-Caldaica, comparve come “Teosofia”, la Saggezza Divina, poi, nella quarta epoca di cultura, la Greco-Romana, come “Filosofia” Amore per la Saggezza e infine, nella presente quinta epoca, come "Antroposofia", la Saggezza dell’Uomo. Così, anche Rudolf Steiner, nel fondare l’Antroposofia, infuse in essa la corrente Rosacroce, essendo così i Nuovi Misteri una metamorfosi degli Antichi Misteri. La scienza dello spirito antroposofica permette di comprendere i Nuovi Misteri in modo del tutto cosciente, dunque l’antroposofia stessa, come conoscenza spirituale, non poteva che sorgere come nuova espressione della Trinosofia. In questo modo possiamo vedere la Scienza Occulta come una forma di Cabala rinnovata, in una prospettiva di evoluzione spirituale cosmica e umana, come Steiner stesso ebbe a dire. Inoltre il rinnovamento proposto da Steiner sotto forma di nuove scienze e arti può essere visto come una forma rinnovata di magia bianca ed alchimia.


Esiste una precedente antichissima tradizione riguardante la Trinosofia in rapporto alla Terra e all’Anima del Mondo: questa tradizione procede dagli Antichi Misteri, Eleusi su tutti, per arrivare alle Tre Marie del Nuovo Testamento ed evolvere poi nella moderna concezione antroposofi.

Nella conoscenza degli Antichi Misteri questo essere divino dell’anima viene indicato con il nome di “Triplice Dea” e si ritrova nel paganesimo antico, sotto diversi aspetti:

  • Nella mitologia romana troviamo le tre Grazie come Aglaia “Spendore”, Eufrosine “Gioia” e Talia “Prosperità”, le quali erano divinità della natura e della rinascita primaverile.

  • Nella mitologia greca vi sono le tre Moire, che tessono il fato Cloto che filava il filo della vita; Lachesi che avvolge il fuso della vita, stabilendo quanta vita fosse destinata ad ognuno, nonché quanti giorni felici o tristi vi fossero; Atropo che recideva inflessibile il filo una volta giunto alla fine il tempo della vita. Queste sono anche le Parche romane e le Norne norrene.

  • In un aspetto più rivolto all’oscurità dell’inconscio vi era Ecate, dea greca e romana, della magia, della notte e della luna, appariva come triplice avendo un aspetto celeste, uno terrestre e uno marino. Nei Misteri di Eleusi è Ecate ad aiutare Persefone, figlia di Demetra, quando fu rapita da Ade, accompagnandola poi nel suo viaggio annuale dalla Terra agli Inferi.

Gli Gnostici nella loro cosmogonia descrivevano una triplice Sofia che nel corso dell’evoluzione cosmica era in parte decaduta. La Sofia era l’ultimo di una serie di esseri spirituali, gli Eoni, la quale invece che attendere il suo Sposo, il Cristo, per generare si volge indietro al Padre, venendo così strappata in due parti, una animico-spirituale che rimane celeste ed una animico-eterica che diviene terrestre. Tali aspetti della Sofia sono:

  1. Barbelo Sophia, di essenza spirituale e mai decaduta;

  2. Pistis-Sophia, di essenza animica in parte decaduta ed in parte in ascesa;

  3. E Sophia Acamoth, che era discesa sul piano fisico-sensibile nelle vesti della Natura.

Per gli gnostici, per mezzo della conquista della conoscenza spirituale, la Gnosi, l’uomo libera la sua scintilla divina dalla prigione dell’oscurità nella quale è decaduta, e così facendo libera la Sofia decaduta nella prigione fisico-sensibile, riportandola al Cristo, suo sposo.

Attraverso il paganesimo, la gnosi e poi l'alchimia, questa conoscenza esoterica arriva, come abbiamo visto, nella corrente Rosacroce con Saint-Germain e Cagliostro.


Anche Goethe, che pure aveva legami con i rosacroce, descrive nel Faust il Regno delle Madri, quella parte del Mondo Eterico rimasto intrappolato nella Caduta. Le Madri sono ciò che l'uomo deve elevare della Terra attraverso la pratica dell'esoterismo, Cabala, Magia e Alchimia. Steiner nomina le tre Madri con i nomi della mitologia greca:

  1. Rhea, la Grande Madre;

  2. Demetra, la dea dei raccolti;

  3. Persefone, la sposa di Ade.