Il Sigillo del VITRIOL

Aggiornamento: gen 19

VITRIOL: "Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem" in Basilio Valentino, Azoth (1613).

VITRIOL: “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem” in Basilio Valentino, Azoth (1613).


Il sigillo del VITRIOL, la rappresentazione più completa del processo alchemico su base settenaria (qui rappresentato in una versione a colori) nella sua rappresentazione più iconica. Si può ricondurre l’origine di questo acronimo al fondatore della Fraternità Rosa+Croce, Christian Rosenkreutz (1378 – 1484), ma il sigillo in questione compare in Basilio Valentino, Azoth del 1613, un anno prima la pubblicazione del primo manifesto rosacroce, la Fama Fraternitatis (1614). Venne poi riproposto nel Musaeum Hermeticum del 1635 da Lucas Jennis.


Conosci te stesso nel VITRIOL

“Gnothi seauton – Nosce te ipsum – Conosci te stesso.” – Iscrizione sul portale dell’Oracolo di Delfi

Il monito che troneggia sull’entrata dell’Oracolo di Delfi, sacro ad Apollo, invita l’essere umano a conoscere se stesso per comprendere le profezie fatte dalla sacerdotessa di Delfi nelle profondità dell’Adito, la camera inaccessibile del Tempio. La divinazione stessa è frutto di un atto di auto-conoscenza. La donna medium che fa da tramite tra il mondo infero e il mondo supero, trae infatti i suoi poteri divinatori dal cadavere del mitico serpente Pitone, sconfitto da Apollo e seppellito in una crepa del terreno a Delfi, città consacrata al suo animale totem, il delfino.

[La dragonessa nemica] si è trasformata in un serpente apollineo, e la Pizia, la sacerdotessa che vaticinava a Delfi, ne ha preso il nome. Molte raffigurazioni mostrano il serpente Pitone convivere pacificamente accanto ad Apollo, entrambi a guardia dell’omphalos. – Kárl Kerényi, The Gods of the Greeks, op. cit., p. 136.

La donna si fa vaso per le rivelazioni dal profondo. Il nome dato alla sacerdotessa stessa, la Pizia o Pitonessa, indica il legame tra ciò che si nasconde nelle viscere della Terra e ciò che sta sopra, nel mondo della conoscenza. La putrescenza del rettile permette che la sostanza inferiore, scaldata dall’etere della luce emesso dal Dio Apollo, sublimi in vapori che permettono alla Pitonessa di collegarsi alla trama del destino di chiunque interroghi l’Oracolo. L’alloro che tiene in mano è simbolo della natura poetica di tali divinazioni. Apollo divenne protettore della poesia quando ricevette in dono da Hermes, il dio psicopompo dell’ermetismo, la sua lira fatta di tartaruga marina: le sette note sono il simbolo della saggezza che viene dal mare, la tartaruga, che viaggia tra le sponde dell’Egitto e della Grecia. Hermes la incise nella sua Tavola Smaragdina.


Il tripode su cui la Pitonessa siede è poi simbolo della tripartizione di tutta la creazione e dunque del mondo spirituale che ne é origine e causa: è la fondamentale verità vivente della Trinità che permette il collegamento tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, attraverso un collegamento mediano, la Sfera del Sole, di nuovo Apollo, per la precisione. Apollo è la rivelazione di Cristo nell’epoca greca, mentre Pitone è la rivelazione di Lucifero: Lucifero-Pitone è conoscenza condensata su se stessa, Cristo-Apollo è saggezza dispiegata verso il prossimo. Ma prima della venuta di Cristo, all’epoca degli antichi greci, non era possibile un rapporto cosciente con la chiaroveggenza, per questo servivano dei medium quale la Pitonessa. Ma dopo il Mistero del Golgotha, il serpente perde il suo antico potere ipnotico.


Questo ci riporta al settemplice motto rosacroce del V.I.T.R.I.O.L., pronunciato da Christian Rosenkreuz stesso, che è un invito:

V.I.T.R.I.O.L.: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem

Visitando l’interno della Terra e facendo ciò che è giusto rinveniremo la pietra occulta. Essa, in una versione nonuplice del motto (V.I.T.R.I.O.L.V.M.) ci dice che è “Veram Medicinam”. Se dunque scaviamo approfonditamente dentro di noi, possiamo trovare la carcassa putrescente del Serpente: essa è la nostra Ombra e in quanto tale contiene tutto ciò che noi non siamo, tutto ciò che è rimasto nelle Tenebre invece che fuoriuscire alla luce del Sole. Ed è proprio da questa sostanza che, facendo la cosa giusta, ovvero con la partecipazione della luce della coscienza, riusciremo a sintetizzare la vera medicina, in altre parole, la Pietra Filosofale.

Vi sono diversi ordini numerosofici che è necessario comprendere per addentrarsi nel processo del VITRIOL:

  1. Settenario

  2. Quinario

  3. Quaternario

  4. Ternario

  5. Binario

  6. L’Uno

I numeri sono la chiave pitagorica della Grande Opera. Ogni chiave non è chiusa in sé stessa, ma i significati di ognuna rimandano le une alle altre: ogni chiave è un mistero che deve essere compreso immaginativamente. L’alchimia infatti ha come ispiratrice la Divina Sofia, come rivelazione dello Spirito Santo: dunque ciò che sviluppa è l’Immaginazione, ovvero il sogno cosciente, in cui i simboli divengono viventi immagini del mondo animico-spirituale.


1) Settenario

Le iniziali della frase occulta che ruota intorno alla figura “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem” compongono l’acronimo V.I.T.R.I.O.L.  La frase significa “Visita l’interno della Terra, e compiendo il giusto, ritroverai la pietra occulta, la vera medicina”. La Pietra, il Lapis, è il Cristo interiore edificato a partire dalla prima materia del corpo astrale, eterico e fisico per mezzo dell’Io. Se ne trova anche una versione novenaria, in cui si aggiunge Veram Medicinam, formando l’acronimo V.I.T.R.I.O.L.V.M.:  n questa versione si specifica l’uso della Pietra Filosofale, che è di guarigione, così come Cristo guarì gli infermi. La guarigione va intesa come reintegrazione dell’individuo nel divino ad uno stato edenico ma mantenendo la sua individualità.


Le sette singole parole alludono ai processi interiori che permettono di muoversi da una fase all’altra della Grande Opera, anche chiamata la Rota del Sator (seminatore), nel cristianesimo viene rappresentata dal Chrismon contornato dall’Alpha e l’Omega (che allude anche alla ruota del Tarot, il sacro libro immaginativo dei Tarocchi). La ruota è posta al limite tra l’uomo e il mondo degli elementi, dimostrando così che la Grande Opera è un processo sia esterno che interno. Esternamente è quaternario e si pone in rapporto alla Natura; ma interiormente è settenario e si pone in rapporto all’anima. Tale è il segreto della “quadratura del cerchio”.


La Settimana Santa
  1. Saturno

  2. Giove

  3. Marte

  4. Sole