Kristina Kaine – Le 12 Notti Sante – Prima Parte: 24–31 dicembre

Aggiornamento: gen 19

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È con piacere che condivido con voi il commento e le meditazioni delle Dodici (più una) Notti Sante scritto da Kristina Kaine. La pubblicazione è stata resa possibile grazie al gentile permesso dell’autrice e della traduttrice dall’inglese Laura Zanutto, che ringrazio. Kristina Kaine è autrice dell’Huffington Post, alle 12 Notti Sante sono stati pubblicati per la prima volta sul suo sito The Esoteric Connection.


Potete acquistare il libro da cui sono tratte su Amazon.it: Kristina Kaine “Meditations on the Twelve Holy Nights”


24/25 Dicembre – 1° Notte Santa – Gennaio – Capricorno

Contemplazione

Osiamo guardare il buio della nostra anima? I pensieri oscuri, i sentimenti cupi e la nostra volontà debole ed indecisa? Questa è la nostra stalla. Viviamo in un mondo che ci condurrebbe nell’affascinante e seducente locanda, celando la stalla lontano da noi. Se permettiamo che questo accada il nostro Io non nascerà nella nostra anima.

Il nostro Io Sono è l’Alfa ed Omega; esisteva all’inizio e lo faremo nascere alla fine. Questo è il nostro scopo; è parte di ciò che siamo. Possiamo solo comprendere il mistero, impegnandoci con il nostro Io Sono, che è il motivo per cui “l’anima cerca il mistero in una foresta buia e senza strade”. È buio perché non facciamo splendere la luce del nostro Io Sono nella nostra anima, e perché evitiamo di andare lì dove non ci sono strade. Se abbiamo il coraggio di andare nella stalla daremo vita a chi siamo veramente. La stalla è la nostra vita su questa terra. Se siamo in grado di accettare questo, e guardare nella nostra anima oscura con la luce del nostro Io Sono, le difficoltà della nostra anima spariranno come per magia. Poi non avremo nulla da temere.


Meditazione

Come è possibile ascoltare la Voce del Silenzio? Viviamo in un mondo così rumoroso che è difficile immaginare una cosa del genere. A meno che non riusciamo a capire come ascoltare la Voce Silente, non saremo in grado di dare alla luce l’Unto nella nostra anima.

Questo processo di nascita è un cammino in un bosco senza strade, e se diventiamo consapevoli dei passi che possiamo fare, noi sentiremo quella Voce con chiarezza. Dobbiamo cominciare con il silenzio. Il tipo di silenzio che accompagna l’anima che entra nella vita sulla terra. Il Gesù che è nato in questa notte è descritto da San Luca, non da San Matteo. Quest’anima non era mai stata incarnata prima e il silenzio che ha accompagnato la sua nascita fu un silenzio cosmico. Era come se tutto l’universo, e tutti gli esseri spirituali al suo interno, avessero trattenuto il respiro.

Questo è un momento dal potere assoluto che, una volta assaporato, deve essere messo da parte. È nella rinuncia alla nostra volontà e nel diventare impotenti che possiamo riposare nel sentimento di questo evento. È stato un evento che non era mai avvenuto prima nell’evoluzione del genere umano. Per avere un’idea di questo sentimento, pensa alla prima volta in cui hai posato il tuo sguardo su di un neonato che ha appena lasciato il grembo materno. Il suo corpo perfetto, splendente come una stella, ci riempie di meraviglia. In questo momento, non pensiamo, non esprimiamo la nostra volontà, semplicemente ci sentiamo pervadere dallo stupore.

Poi, se siamo in grado di mettere da parte questa sensazione travolgente, lo sappiamo, sentiamo la Voce. La Voce del Silenzio è la Parola, il Logos. Questo è il sapere che viene dal Nulla, parla quando “l’Alfa e l’Omega si toccano e creano la vita.” Che cosa sappiamo? Sappiamo che questo bambino ha atteso eoni questo momento per unirsi a noi sulla terra e in questo modo ci dà il dono dei doni. Cosa faremo con questo dono? Lo lasceremo avvolto nelle profondità del nostro essere o inizieremo a scartarlo per ergerci in questo universo come esseri “Io Sono” e per onorare la poderosa nascita del Gesù di Luca alla svolta dei tempi?

Mi sono ispirata a queste parole della Classe Esoterica, 12 gennaio 1906: “Impara a tacere e otterrai il potere; rinuncia al potere e otterrai la volontà; rinuncia alla volontà e otterrai il sentire; rinuncia al sentire e otterrai la conoscenza. Un discepolo esoterico deve porre queste affermazioni occulte dinanzi alla sua anima in tutto il suo lavoro ed il suo agire.” – Rudolf Steiner (O.O. 264 – Per la storia e dai contenuti della prima sezione della scuola esoterica dal 1904 al 1914 – Nona lettera Berlino, 12 gennaio 1906).


25/26 Dicembre – 2° Notte Santa – Febbraio – Aquario

Contemplazione

Come possiamo arrivare abbastanza lontano da noi stessi per vedere il quadro generale della nostra biografia? Solo su ali d’aquila! L’aquila è quella che può volare più alto. Quindi da questo punto di osservazione privilegiato possiamo vedere che la nostra vita si svolge come noi stessi l’abbiamo progettata prima di incarnarci.

La nostra vita è come sollevare pesi; è come se avessimo messo molti pesi sulla barra, necessari per aumentare la nostra forza. Naturalmente noi ci lamentiamo, ma al tempo stesso abbiamo i nostri occhi sul piano. Il piano è quello di diventare un individuo auto-realizzato che non fa affidamento su altre persone o divinità. Diventiamo degli autosufficienti esseri Io Sono.

Se potessimo guardare ad ogni singolo incontro della nostra vita con questo atteggiamento la via stretta e difficile sarebbe allo stesso tempo larga e facile. quindi veramente sapremmo che l’obiettivo è quello di amare come Giovanni l’Amato amò e fu amato. Mentre sperimentiamo le nostre stesse difficoltà sappiamo che ogni altra persona ha anche difficoltà. Perché dovremmo parlare loro duramente? Perché dovremmo criticarli? Perché dovremmo concepire pensieri su di loro che non avremmo il coraggio di esprimere loro?

Se possiamo prendere la prospettiva dell’aquila proviamo compassione per ogni singola anima che sta svolgendo la propria biografia? Proveremo anche compassione per noi stessi. Così ci troviamo con il Buddha che ha visto dietro l’illusione superficiale la realtà della vera identità di ogni persona.


Meditazione

Se c’è qualcosa di più potente del destino, questo deve essere l’essere umano che porta imperturbato il destino. ~ Rudolf Steiner Perché è così difficile per noi accettare che noi soli abbiamo scelto il nostro percorso proprio come gli altri hanno scelto il loro? Nessuna quantità di consigli ben intenzionati cambierà questo. Ogni percorso è la strada giusta. Certo, possiamo girare in tondo, a volte, ma la possibilità di andare avanti persiste.

Ciò di cui abbiamo bisogno è la prospettiva, e il modo per avere questa prospettiva è quello di “guardare indietro da una grande altezza.” Utilizzando la nostra immaginazione, vediamo da distante gli eventi di una vita. È veramente importante ciò che sperimentiamo nella vita? Ogni esperienza è un’opportunità per migliorare, per crescere, per essere qualcosa di più di quanto non fossimo un minuto fa. Ogni minuto di ogni giorno cambiamo. Quando affrontiamo un momento difficile, un processo inizia nella nostra anima. Pensiamo a quello che è appena accaduto, sentimenti sorgono a tal riguardo, poi finalmente possiamo usare la nostra volontà per guidare ciò che ci turba in una nuova direzione. Tutto si basa sul nostro punto di vista.

Se siamo in grado di guardare da una grande altezza, vale a dire se siamo capaci di essere obiettivi, possiamo riconoscere il nostro destino. Questo è quando la saggezza incontra l’amore; attraverso la saggezza vediamo come l’altra persona ci sta mostrando il nostro karma. Attraverso l’amore possiamo esserle grati del suo rivelarci ciò che non abbiamo potuto vedere noi stessi.

L’altra opzione, presa da tante persone, è quella di scagliarsi contro l’altra persona che regge lo specchio. Questa è la cosa più egoista che possiamo fare. Se riusciamo a trovare la compassione nella nostra anima per il ruolo che l’altra persona ha accettato di prendere, una grande guarigione ha inizio. D’altra parte, possiamo essere consapevoli del fatto che teniamo lo specchio per gli altri, che devono affrontare il loro proprio destino; che è il loro da sopportare, noi siamo solo il porta–specchio.