L’Albero di Natale di Rudolf Steiner – Tarocchi e Antroposofia

Aggiornamento: apr 14

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Il primo ad accennare in pubblico della relazione tra antroposofia e il Tarot, al di là delle scarse citazioni di Steiner, fu il controverso Valentin Tomberg, che protetto dall’anonimato, pubblicò i due volumi delle Meditazioni sui Tarocchi.


Per molti anni ci si era chiesti perché Steiner, che aveva pressoché trattato tutti gli argomenti tanto della scienza naturale che di quella esoterica, avesse tralasciato il Tarot. Questo silenzio terminò grazie alla pubblicazione di alcuni scritti custoditi nell’archivio del Goetheanum e che già circolavano negli anni ’70-’80. Si tratta di appunti risalenti all’inizio del 1900, quando Steiner era ancora il presidente della Sezione Tedesca della Società Teosofica (prima della scissione del 1913 sul caso Krishnamurti). Questo insieme di scritti si compone sia di appunti di Steiner che promemoria annotati dai discepoli della cerchia più ristretta raccoltasi attorno a Steiner, i discepoli della cosiddetta Sezione Esoterica della futura Società Antroposofica, attiva dall’inizio del 1900 e poi diventata la cosiddetta “Prima Classe” nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale. Prima di entrare a far parte della Sezione Esoterica, Steiner aveva chiesto il riserbo a tutti i membri circa quanto veniva comunicato entro la Sezione Esoterica, motivo per cui non abbiamo che solo alcuni stralci di queste lezioni esoteriche di Steiner, annotate a memoria solo in un secondo momento, dopo le lezioni stesse, per la consultazione privata del discepolo.

Dimentichiamo dunque gli abusi del Tarot che ne ha fatto la “cartomanzia” e addentriamoci invece nella scienza dello spirito che studia il Tarot, la tarologia, e della sua relazione con l’antroposofia di Steiner.


L’Albero di Natale

L’aspetto che può sembrare più sorprendente è che Steiner pone il Tarot al centro di una composizione simbolica, discussa in occasione della conferenza sull’origine dell’Albero di Natale (17 dicembre 1906, GA96) e del Rito di Misraim a cui Steiner aderì nello stesso periodo e che ripropose come “Culto Cognitivo” sempre entro la Sezione Esoterica di quella che era la Sezione Tedesca dell’allora Società Teosofica.


Il primo riferimento è una nota privata presa da uno discepolo della Sezione Esoterica, rimasto anonimo:

Il libro di Thoth degli egizi consisteva di 78 carte contenenti i segreti del cosmo. Era un fatto ben noto nell’iniziazione egizia. Le carte che oggi si usano come carte da gioco derivano da queste. I nomi di Re, Cavaliere, Torre di guardia, Comandante sono nomi occulti. – Il servizio di Misraim: massoneria e lavoro rituale, 12 dicembre 1906, GA265

E ancora, in forma più estesa:

Coloro che erano iniziati nei Misteri Egizi erano capaci di leggere il simbolo del Tarot. Potevano inoltre leggere il Libro di Thoth, che comprendeva 78 carte, in cui ogni evento del mondo era rappresentato dall’inizio alla fine, dall’Alpha all’Omega, che potevano essere letti se posti nell’ordine appropriato. Il libro conteneva immagini di vita, che conducevano alla morte e risorgevano nuovamente a nuova vita. Chiunque potesse combinare i numeri corretti con le immagini corrette poteva leggere ciò che vi era scritto. Questa conoscenza numerologica, questa conoscenza immaginativa, era stata insegnata dai tempi più remoti. Ebbe ancora molta influenza nel medioevo, per esempio in Raimondo Lullo, ma oggi di essa non rimane molto. – Il servizio di Misraim: massoneria e lavoro rituale, 17 Dicembre 1906, GA265.
Il simbolo del Tarot: fu dato da Rudolf Steiner nell'ambito di una lezione della Sezione Esoterica, è l'unione della Tau con la Ro greca.

Ed è da questo lavoro esoterico che derivano le successive conferenze sui simboli del Natale. Il simbolo del Tarot, l’unione della lettera Tau e Ro (TP) è infatti centrale nell’albero di Natale come rappresentato negli antichi misteri egizi secondo Steiner. L’Albero di Natale è dunque una versione moderna di questo Albero di Natale. I pianeti si inseguono a spirale nell’evoluzione cosmica, mentre la croce centrale mostra l’evoluzione dell’uomo. Il diagramma rappresenta il primordiale Albero della Conoscenza del Bene e del Male, da cui l’umanità di allora, Adamo ed Eva, ha mangiato del frutto a metà dell’Era Lemurica. Da quel momento gli spiriti luciferici della brama (il serpente), penetrano attraverso il corpo astrale dell’uomo causandone inizialmente le brame istintualità (fame, aggressività, paura) insieme alla separazione dei sessi (desiderio sessuale) e in seguito, insieme agli spiriti arimanici nel corpo eterico, la malattia e la morte.


Il simbolo dell’albero di Natale è dunque polare rispetto al simbolo della Natività del presepe, in quanto l’Albero rappresenta il primo Adamo, mentre la Natività il secondo Adamo venuto per redimere la caduta del primo. Nel corso delle epoche di cultura successiva all’antica egizia si è perso il significato dell’insieme dei simboli, tanto che i simboli dei pianeti sarebbero stati sostituiti prima dalle mele dell’Albero della Conoscenza, e poi dalle palline natalizie che rappresenterebbero così le sfere celesti. Il loro decorso spirale sull’albero culmina ancora con la stella posta in cima, come puntale dell’Albero di Natale. Ancora oggi, nella Scuola Steiner-Waldorf e nelle sedi della Società Antroposofica è uso adornare l’Albero di Natale con i simboli così disposti da Steiner in questo Albero di Natale.

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I simboli dei Misteri Minori e Maggiori disposti sull’Albero di Natale.


Steiner ci parla dei simboli qui visibili in diverse conferenze:

Il quadrato è il simbolo della natura quadripartita dell’uomo: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed Io. Il triangolo è il simbolo dell’uomo superiore: Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo-Spirito. Sopra il triangolo è posto il simbolo del Tarot. Gli iniziati dei Misteri Egizi sapevano come leggere questo simbolo. Sapevano anche come leggere il Libro di Thoth, che consisteva di 78 carte su cui erano memorizzati tutti gli eventi del mondo dall’inizio alla fine, dall’Alpha all’Omega, e che potevano essere letti se uniti e assemblati nel giusto modo. Il Libro di Thoth, o Hermes, conteneva in immagini la vita che sfuma in morte e che di nuovo risorge a nuova vita. Colui che poteva combinare i giusti numeri (Arcani minori) con le giuste immagini (Arcani maggiori) era in grado di leggerlo. Questa saggezza numerologica e in immagini è stata insegnata fin dall’era primordiale. Nel medioevo giocava ancora un ruolo importante, ma oggi di essa è rimasto ben poco. – Conferenza di Natale, 17 dicembre 106, GA96.