L’Anatomia Occulta nella Pranosofia

Aggiornato il: apr 22


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La forma del corpo eterico

Il Pentagramma, formato dall’intreccio di cinque alfa, è la forma archetipica del corpo eterico. È anche il segno del microcosmo, in quanto è per mezzo del corpo eterico che l’uomo si collega al mondo degli elementi. Ogni punta della Stella rappresenta un elemento, Terra, Acqua, Aria e Fuoco in aggiunta alla Quintessenza, l’Etere stesso.


Tale era la forma del corpo eterico sull’Antico Sole, quando le Dominazioni o Kyriotetes impressionate dal coraggioso sacrificio dei Troni che crearono il corpo fisico nell’Antico Saturno, furono pervasi dalla devozione e sacrificarono così la loro sostanza eterica per creare il corpo eterico dell’uomo. Allora l’uomo divenne un vegetale.


L’essere umano condivide il corpo eterico incarnato con i vegetali e gli animali, il quale conferisce la capacità di riprodursi, crescere e svilupparsi nel tempo. La vita si dispiega nel tempo e per questo viene detto anche corpo vitale. È infatti nell’eterico, così come nei principi attivi dei succhi vegetali, che risiedono tutte le forze risanatrici dell’organismo.


Fin quando l’uomo ha vissuto a contatto con la Natura, viveva in uno stato paradisiaco, nel fluire dell’etere vitale, eppure egli non aveva coscienza di se stesso né avrebbe potuto averla. Egli era riempito dalla vita del Cosmo, il suo Io non era ancora pienamente incarnato. Oggi l’uomo è pienamente incarnato: possiede una coscienza di se stesso immensa, ma questa, se non viene educata, lo taglia fuori dalla coscienza del Cosmo.

L’Antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’Universo. – Rudolf Steiner, Massime Antroposofiche

Parafrasando, potremmo dire:

La Naturosofia o Naturopatia Antroposofica è una via del benessere che vuole condurre all’equilibrio lo spirituale che è nell’uomo con lo spirituale che è nell’Universo.


La forma del corpo astrale

L’Esagramma, formato dall’intreccio di due triangoli equilateri, è la forma archetipica del corpo astrale. È anche il segno del macrocosmo, in quanto è per mezzo del corpo astrale che l’uomo si collega al mondo degli astri. Fu donato all’essere umano dagli Spiriti del Movimento, le Virtù o Dynameis, durante la metamorfosi dell’Antica Luna quando l’uomo passava il suo stadio animale.

L’essere umano condivide con l’animale un corpo astrale incarnato, il quale conferisce la capacità di avere simpatia e antipatia, attrazione e repulsione, nonché il desiderio. Per questo viene detto anche corpo del desidero. Tanto il corpo astrale permette il movimento interiore di emozioni e sentimenti che vivono nell’anima, così permette al corpo fisico-eterico di muoversi nell’ambiente esteriore.


Aura

L’aura è un’irradiazione colorata dei corpi sottili dalla cui dinamica e cromatismo è possibile determinare lo stato di un determinato corpo sottile. L’aura si organizza in un involucro aurico di forma ovale intorno al corpo dell’essere che la emette, sia esso minerale, vegetale, animale o umano. Si distinguono infatti un’aura eterica che pertiene alle condizioni vitali, un’aura astrale che pertiene alle condizioni animiche ed un’aura dell’Io che pertiene alle condizioni mentali. Essendo una risultante del funzionamento dei corpi sottili, essa dipende da una relazione tra organi del corpo eterico ed organi del corpo astrale, questi ultimi chiamati Chakra o Fiori di Loto. Non solo l’aura è direttamente visibile attraverso un processo di osservazione dei corpi sottili, ma è possibile osservare gli effetti del suo dinamismo nell’atmosfera animica generata da una persona. La sensazione che ne abbiamo deriva infatti dalla percezione inconscia che abbiamo dell’aura altrui attraverso la ghiandola pineale, il chakra Ajna del Terzo Occhio.


Il Caduceo di Mercurio

La polarità del corpo eterico ha una sua origine nella polarità androgina del corpo astrale. A loro volta entrambi questi corpi sottili sono controllati dall’Io che risulta il polo equilibratore tra la formazione di immagini nel corpo astrale da un lato e l’irraggiamento di prana da parte del corpo eterico. Ecco dunque che nel reciproco rapporto tra Io, astrale ed eterico viene delineato il Caduceo di Mercurio:

  1. Corrente astrale: nell’induismo è Ida, la corrente femminile, lunare, che risale dalla metà sinistra del corpo. Nell’uomo controlla la mentalità. È il serpente nero sul Caduceo che porta alla materializzazione dello spirito. Termina nell’emisfero destro del cervello (che corrisponde al lato sinistro del corpo). È suscettibile alla disarmonia calda luciferica;

  2. Corrente dell’Io: nell’induismo è Sushumna, la corrente neutra che risale al centro del corpo ed ha andamento eretto. È la staffa centrale al Caduceo, parte dall’ansa vuota tra le due piante dei piedi allineati e raggiunge la Corona, passando per la ghiandola pineale, il Terzo Occhio. È il principio equilibratore cristico;

  3. Corrente eterica: nell’induismo è Pingala, la corrente maschile, solare, che risale dalla metà destra del corpo. Nell’uomo controlla la vitalità. È il serpente bianco sul Caduceo che porta alla spiritualizzazione della materia. Termina nell’emisfero sinistro del cervello (che corrisponde al lato destro del corpo). È suscettibile alla disarmonia fredda arimanica;

L’intreccio delle tre correnti, chiamate Nadi nell’induismo, forma i Sette Chakra che sono disposti sulla via verticale.


Polarità positiva e negativa

La pranoterapia, in generale, si basa sulla polarità del corpo eterico dell’essere umano, che possiede così un polo negativo e uno positivo:

  1. La metà sinistra è negativa, femminile, lunare e ricevente;

  2. La metà destra è positiva, maschile, solare e radiante.

Ne deriva così che il corpo eterico funziona come un magnete dotato di una doppia polarità. Più vi è differenza di potenziale tra le due polarità eteriche, più il corpo è capace di emanare prana o etere soprattutto dai centri radianti, soprattuto dal centro delle mani, sotto forma di calore. In generale quando il pranoterapeuta irradia prana dal suo corpo eterico, la sua temperatura corporea aumenta. Tuttavia il corpo può anche raffreddarsi, specialmente quando viene usata la mano ricevente che permette di assorbire lo squilibrio energetico presente nella persona trattata.

Ne deriva così che il pranoterapeuta usa le sue mani come strumenti:

  1. Mano destra: viene usata per irradiare prana;

  2. Mano sinistra: viene usata per assorbire prana.

Si irradiano di etere le parti del corpo che subiscono una disarmonia fredda, ovvero arimanica; mentre si assorbe prana nelle parti del corpo che subiscono una disarmonia calda, ovvero luciferica. L’ideale armonico che guida pranoterapeuta è l’equilibrio della forza vitale che si esprime, esteriormente, in un equilibrio della temperatura corporea.


Sette Chakra

L’aura si può considerare come il riflesso dell’attività dei Fiori di Loto o Chakra. I chakra sono veri e propri organi sovrasensibili, costituiti da una corolla astrale, che è il chakra vero e proprio ed un calice eterico, che è costituita dalle ghiandole corrispondenti, specialmente nella loro controparte eterica.

  1. Sahasrara, il Chakra della Corona – ha effetto su tutte le ghiandole a partire dalla pineale, il Terzo Occhio. Ha 1000 petali, indicando in realtà un numero infinito, essendo questo lo spirito;

  2. Ajna, il Chakra del Terzo Occhio – ghiandola Pineale e Pituitaria, che insieme regolano pressoché tutte le funzioni dell’organismo. La pituitaria influenza la crescita, il metabolismo e la rigenerazione. La pineale controlla la fame, la sete, il sonno e la veglia, così come la temperatura corporea. Si attiva negli stati di coscienza superiori. Ha 2 petali che indicano l’unione del principio femminile e maschile;

  3. Vishudda, il Chakra della Gola – ghiandola Tiroide, regola il metabolismo e l’utilizzo energetico e dunque l’espressività del corpo. Ha 16 petali, 8 sono stati donati dalle Gerarchie, 8 devono essere sviluppati applicando gli insegnamenti dell’Ottuplice Sentiero del Buddha così come alle Beatitudini del Cristo;

  4. Anahata, il Chakra del Cuore – ghiandola del Timo, che fino all’adolescenza stimola il sistema immunitario e dunque la percezione dell’identità. Ha 12 petali, 6 dei quali sono stati donati dalle Gerarchie e 6 devono essere plasmati dall’uomo, vengono sviluppati per mezzo dei 6 Esercizi Fondamentali di Steiner;

  5. Manipura, il Chakra del Plesso Solare – ghiandole Surrenali, controllano la reazione di emergenza, di fuga o di lotta, secernendo l’adrenalina e il cortisone. Regolano anche i processi metabolici, la ritenzione idrica. Ha 10 petali che corrispondono al fondamento dell’esistenza dato nei Dieci Comandamenti e nelle 10 Sephiroth dell’Albero della Vita;

  6. Svadhisthana, il Chakra del Plesso Sacrale – Pancreas, aiuta nella digestione delle sostanze alimentari. Produce l’insulina controllando i livelli di glicemia nel sangue. Ha 6 petali i quali corrispondono ai sei giorni della Creazione;

  7. Muladhara, il Chakra della Radice – Gonadi, controllano lo sviluppo sessuale nel maschio e nella femmina, così come gli istinti principali legati al sesso. Ha 4 petali i quali corrispondo ai quattro elementi alla base di tutta la Creazione.

Così come per l’aura, l’attività dei chakra è determinabile dall’attività di una persona, a seconda del modo di vita. Nella tradizione occidentale questi sono considerati sette e corrispondono ai Sette Pianeti: come nel Cosmo vi sono i centri cosmici dei pianeti, così nel corpo umano vi sono i chakra. Ne consegue che i chakra sono i pianeti nell’uomo, i pianeti sono i chakra del Cosmo. Nella tradizione occidentale si parte dal primo chakra della Corona e si prosegue fino a quello della Radice, in sequenza inversa rispetto a quella orientale, cosicché emerge questa corrispondenza:

  1. Saturno – Sahasrara, il Chakra della Corona

  2. Giove – Ajna, il Chakra del Terzo Occhio

  3. Marte – Vishudda, il Chakra dela Gola

  4. Sole – Anahata, il Chakra del Cuore

  5. Venere – Manipura, il Chakra del Plesso Solare

  6. Mercurio – Svadhisthana, il Chakra del Plesso Sacrale

  7. Luna – Muladhara, il Chakra della Radice

I pianeti soprasolari, Saturno, Giove e Marte sono i pianeti del Pensare, collegati al Sistema Neurosensoriale, il Sole è il pianeta del Sentire collegato al Sistema Ritmico ed infine i pianeti sottosolari Venere, Mercurio e Luna sono i pianeti del Volere, collegati al Sistema Metabolico e delle Membra. Infatti i pianeti sono collegati alle rispettive funzioni vitali del corpo eterico:


Pianeti Soprasolari, responsabili della conoscenza del mondo:

  1. Saturno: vita dei sensi, in cui la vita diviene percezione morta;

  2. Giove: vita dei nervi, in cui la vita viene liberata e trattenuta;

  3. Marte: vita del respiro, in cui la vita viene creata dalla parola;

Il Sole come diaframma del Cosmo, responsabile della comprensione del mondo:

  1. Sole: vita della circolazione, in cui la vita si espande e contrae:

Pianeti Sottosolari, responsabili dell’esistenza nel mondo:

  1. Venere: vita del metabolismo, in cui la vita diviene gli organi fisici;

  2. Mercurio: vita del movimento, in cui la vita diviene potenza;

  3. Luna: vita della riproduzione, in cui la vita rinnova se stessa.

I Sette Sacri Pianeti dell’alchimia sono il riflesso macrocosmico dei sette Genii Planetari, o Sette Arcangeli. Come nel macrocosmo esistono sette pianeti, così nel microcosmo esistono riflessi della loro natura spirituale: questi sono i metalli, i frutti delle viscere della Terra, le cui proprietà alchemiche riflettono il comportamento degli erranti pianeti nella volta celeste. (Urano, Nettuno e Plutone sono pianeti esterni che non fanno parte della catena planetaria della Terra che diede origine ai sette pianeti più la Terra). Inoltre, prima di passare nel corpo della Terra, gli influssi dei pianeti si riflettono nel corpo eterico dell’uomo formando sette centri astrali, delle ruote di corrente astrale, che prendono il nome di chakra nella tradizione orientale. Gli stessi influssi raggiungono poi il corpo eterico, formando i sette organi eterici, fondamentali per stabilire l’equilibrio vitale tra il corpo umano e il corpo del cosmo. Segue il nome del pianeta, quello del metallo, del chakra e infine dell’organo eterico:

  1. Saturno – Piombo – Sahasrara o Corona – Milza

  2. Giove – Stagno – Ajna o Terzo Occhio – Fegato

  3. Marte – Ferro – Vishuddha o Gola – Cistifellea

  4. Sole – Oro – Anahata o Cuore – Cuore

  5. Venere – Rame – Manipura o Plesso Solare – Reni

  6. Mercurio – Mercurio – Svadhisthana o Plesso Sacrale – Polmoni

  7. Luna – Argento – Muladhara o Radice – Genitali / Cervello


Centri radianti

Nella visione della pranosofia il corpo umano è l’espressione più perfetta delle Gerarchie Creatrici, ovvero le schiere angeliche, le quali trattennero l’Io dell’uomo nel loro grembo per più tempo possibile prima che questo si incarnasse del tutto a metà dell’Era Atlantidea. Le Gerarchie trattennero l’Io dell’uomo nel mondo spirituale affinché questo potesse infine abitare un corpo non troppo specializzato. Gli Spiriti di Gruppo dei minerali, dei vegetali e degli animali abitano infatti corpi che l’uomo ha man mano scartato nel corso dell’evoluzione sul piano spirituale e che per questo si sono cristallizzati sul pianto fisico-sensibile. Di conseguenza se guardiamo al corpo fisico di minerali, vegetali e animali, vediamo sempre un corpo più specializzato rispetto a quello generico dell’uomo che, nella sua imperfezione fisica, rappresenta la perfezione spirituale resa concreta.


Il corpo dell’uomo presenta una serie di centri che possono irradiare sia sostanza astrale, ovvero i chakra, che sostanza eterica, gli organi. Sia i chakra che gli organi possono divenire centri radianti, ovvero centri da cui per mezzo della concentrazione e dello stato indotto dall’emissione di prana, può essere emesso sia l’astrale che l’etere. Tuttavia i principali centri radianti utilizzati nella pratica della pranoterapia, sono le mani, a cui seguono le mani, gli occhi ed il cuore. Come già accennato, dal punto di vista della tradizione cristiana e dunque nell’interpretazione antroposofica, questi centri radianti corrispondono alle ferite dei chiodi della croce, della corona di spine e della lancia di Longino nel corpo del Cristo Gesù.


Si intuirà quindi che come il pranosofo anela al suo ideale che è il Cristo quale terapeuta cosmico, così l’evento della crocifissione e della morte in croce del Cristo Gesù, ha comportato una trasformazione completa di questi centri nell’umanità intera. Il Mistero del Golgotha, ovvero la concezione sovrasensibile dell’atto di supremo sacrificio compiuto da Cristo Gesù sul Monte Calvario, ha letteralmente aperto dei chakra ulteriori nelle mani, nei piedi, sulla fronte e nel cuore dell’uomo. Questo perché il Cristo Gesù, incorporando in sé l’archetipo originario dell’umanità, il cosiddetto Secondo Adamo, ha permesso di aprire questa possibilità sperimentando egli stesso le ferite dei chiodi, della corona di spine e della lancia di Longino. L’archetipo dell’uomo si è dunque evoluto per mezzo di ciò che il Cristo Gesù ha compiuto sul Golgotha. Tanto è vero che dopo la resurrezione il corpo fisico originario, il cosiddetto “fantoma”, è stato restaurato dalla Caduta divenendo il Corpo di Resurrezione del Cristo, il quale presenta le stesse ferite inflitte al Cristo Gesù sulla Croce.


Vediamo in dettagli i centri radianti.


Mano destra e Mano sinistra

appartengono al polo del metabolico e del ricambio, il quale è collegato al potenza dell’anima del volere. Le mani collegano l’uomo al futuro per mezzo del fare, dell’azione e dunque rappresentano il libero arbitrio innanzi egli eventi di destino, o karma. Dalle mani si esprime l’Io sotto forma di volere spiritualizzato, l’etere del calore. I chiodi della croce sono due, i quali rappresentano Lucifero e Ahriman, ovvero il Buon Ladrone e il Cattivo Ladrone crocifissi rispettivamente alla destra e alla sinistra del Cristo Gesù.