L’espressione del Cristo nel corso dell’anno



Cogliere i nessi nello Spirito del Calendario è il compito che Michael ci ha affidato: Michael attende che l’uomo possa penetrare per mezzo della scienza dello spirito antroposofica nella vita di tutti i giorni, destando la vita spirituale che si cela nello scorrere dell’anno, ciclicamente. Michael, per mezzo delle immaginazioni cosmiche, infonde nella nostra percezione della vita di tutti i giorni e dello scorrere dell’anno, una direzione che metamorfosa il tempo.


Come in origine il Cristo aveva infuso la direzione dell’evoluzione in quello che era un mondo percepito come ciclico, nel mondo antico prima della metà della 4a epoca di cultura, in cui prevaleva la coscienza dell’anima di gruppo; ora Michael conduce ogni singola anima a riconoscere questo fatto a nella biografia individuale. Michael, in qualità di Spirito del Tempo presente, conduce i contemporanei cercatori di luce a destarsi al fatto che le festività sono espressione della vita del pianeta Terra in relazione al cosmo.


La percezione della necessità inesorabile di un tempo ciclico, di un fato ineluttabile, che prevale nei primi 4 settenni e mezzo, metamorfosa nella possibilità di infondere con coraggio il principio della libertà entro la necessità, dall’incarnazione dell’Io intorno ai 33 anni. Così facendo, quello che è il cerchio del tempo dell’anno, si apre e si svolge secondo la direzione datale dal coraggio degli uomini su ispirazione di Michael.


Il Cristo viene in Gesù di Nazareth come colui che rinnova la promessa fatta dagli Elohim a Noè: l’arcobaleno, la promessa di pace che gli Elohim fanno con Noè, viene realizzata finalmente nel Cristo, l’Eloah del Sole che discende nel corpo del semplice uomo di Nazareth. Egli è colui che armonizzava tra loro i 6 Elohim planetari, un consesso da cui poi Jehovah si distaccherà per guidare l’evoluzione lemurica dalla Luna. Dunque quando il Cristo Michael apre alla nostra percezione dello spirito nelle festività, come espressioni del Cristo quale spirito della Terra.

Ecco che egli si esprime secondo 6 festività con le loro atmosfere:

  • 24 Giugno: San Giovanni Battista, la festa della Necessità – nel segno del Cancro, poco dopo il Solstizio d’Estate;

  • 29 Settembre: San Michele, la festa del Coraggio – nel segno della Bilancia, intorno all’Equinozio d’Autunno;

  • 1-2 Novembre: Ognissanti e Defunti, la festa dell’Iniziazione – nel segno dello Scorpione;

  • 25 Dicembre: Natale, la festa dell’Amore – nel segno del Capricorno, poco dopo il Solstizio d’Inverno;

  • 22 marzo–25 aprile: Pasqua, la festa della Resurrezione – nel segno dell’Ariete, dopo l’Equinozio di Primavera;

  • 11 maggio–12 giugno: Pentecoste, la festa della Libertà – nel segno del Toro.

Queste 6 festività dunque corrispondono alla Croce Cardinale dello Zodiaco: San Giovanni Battista-Cancro, San Michele-Bilancia, Natale-Capricorno, Pasqua-Ariete. In aggiunta all’asse che interessa l’azione dello Spirito Santo, tra Toro e Scorpione, ovvero l’opposizione tra Lucifero e Arimane, i quali devono essere redenti nel fuoco nello spirito.

Vediamo ora le atmosfere delle festività in dettaglio.


Nell’Estate l’uomo vive i misteri cosmici della periferia in una forma di sogno ad occhi aperti, irretito dal rilucere della materia sotto la massima luce del Sole fisico. Sotto il segno del Cancro l’uomo è nato nella coscienza esteriore del mondo, nella maya percepita dalla dalla civiltà dell’antica epoca indiana. Coloro che sentono la chiamata di Giovanni Battista “Egli deve crescere ed io diminuire”, comprendono che vi è la necessità per l’Io incarnato di venir meno, al fine di prepararsi ad accogliere gli impulsi della vita spirituale che verrà da dopo che il Sole fisico avrà raggiunto il suo culmine nell’espressione esteriore. l’Arcangelo Uriel ammonisce l’uomo a formare pensieri in accordo con le gerarchie, così da non interferire con la loro attività creatrice, ma anzi, esorta i cercatori di luce ad unirsi ad essa.


Nell’Autunno, lo splendore del Sole fisico meno, ed allora coloro che vivono nelle forze dell’Io inferiore soffrono per il ridursi della giornata. Tuttavia, per i cercatori di luce che sono desti, il diminuire del Sole fisico è anche il prepararsi della nascita del Sole spirituale. In agosto Michael raccoglie il ferro meteorico e forma così la spada della coraggiosa volontà che può porre il Drago arimanico nella sua giusta sfera. Una volta posto nella sua sfera, Michael trasforma la sua spada nel perno della Bilancia che porta in equilibrio passato e futuro, necessità e libertà, materia e spirito. Michael opera per liberare le forze di sua madre, la Sofia, dalla presa della materialità: all’Assunzione viene portata verso l’alto, dalla Terra al cielo, e subito dopo San Michele, il 30 settembre, si manifesta come la Celeste Sofia nella festa di Santa Sofia: la via di Michael conduce alla Sofia del Cristo, la conoscenza spirituale dell’Io Sono. Diveniamo così pronti ad accogliere le forze interiori che ci permetteranno di passare la Soglia dei mondi sovrasensibili al sopraggiungere dell’oscurità esteriore.


Giungiamo alla Vigilia di Ognissanti, Halloween, in cui si assottiglia la membrana che separa il mondo fisico-sensibile dai mondi sovrasensibili, “aprendo tanto le porte dell’Inferno che quelle del Cielo”. Ci prepariamo a incontrare il risorgere dei resti della chiaroveggenza atavica, le nostre stesse ombre inconsce, che albergano nel Doppio. I resti di questo passato sepolto nell’inconscio, non ancora illuminato nella coscienza, diventano facile preda del materialismo: sorge così il Lupo Fenris che tutto vorrebbe divorare. Allora l’Arcangelo Widar sorge e, recuperando tutto ciò che l’uomo ha scartato dalla sua attività volitiva, cuoio e metallo, crea gli stivali con cui squarcia le fauci di Fenris, sconfiggendolo, dissipando le ombre infernali. Ecco allora palesarsi le forze del Cielo: i Santi, gli Iniziati nel Cristo, ci mostrano le immagini della destinazione dell’umanità futura; ed i Defunti, ci ricordano “memento mori”, della caducità della vita esteriore ma anche di come l’uomo viva di più nel post-mortem di quanto non viva sulla Terra, le forze di morte e Iniziazione dello Scorpione. Forti delle forze dell’Iniziazione che il coraggio micheliano e Widar hanno permesso di preservare oltre Halloween, al 9 novembre la Sofia si manifesta ora nel suo volto triplice, come le 3 Madri, la Madre della Coscienza, la Madre della Vita e la Madre della Forma, che sono l’immagine rispecchiata della Trinità nella Madre Terra.


Nell’Inverno il Sole fisico esteriore giunge al minimo della sua forza, gettando la Terra nel buio e nel gelo, dove coloro che vivono solo nell’Io incarnato provano estrema solitudine, un impellente senso di morte e di fine. Domina l’austera presenza delle forze del Capricorno che severamente impone il suo rigore. Proprio allora però, rifulge il Sole Spirituale che viene a nascere nel grembo della Terra. L’Arcangelo Gabriel nutre amorevolmente la Terra, così che le gelida coltre di neve è in realtà pura luce stellare condensata dalla periferia del cosmo: la Terra cova i semi che la successiva primavera germineranno nel rinnovamento del manto vegetale. Ora si manifestano le due nascite che uniscono l’uomo al divino: nel Natale il Bambino Divino del Sole è nato nel grembo della Madre Terra, nell’Epifania il Cristo viene a nascere in Gesù di Nazareth. ed è così che l’Adamo paradisiaco per amore dell’umanità da lui discesa, discende sulla Terra divenendo veicolo del Cristo, l’Amore stesso.


In Primavera comincia l’anno esoterico, entrando nel Segno dell’Ariete: qui giace la testa dell’Adamo cosmico, da cui comincia la resurrezione del pensiero nelle forze che pongono in equilibrio idealismo e materialismo, Lucifero ed Ahriman. L’Ariete è tanto l’agnello sacrificale, il Cristo Gesù, che viene crocifisso per amore dell’umanità, quanto il germoglio che rinasce a nuova vita dal terreno. Egli è inoltre il Pesce, il segno zodiacale subito precedente all’Ariete, in quanto è Cristo, dio che prende contatto il suolo calcando la Terra coi piedi, i Pesci nel corpo umano. Così nel Mistero del Golgotha il Cristo si sacrifica e sperimenta la morte entro il corpo di Gesù di Nazareth, così vincendo la paura della morte per l’uomo ed al contempo, riconciliando l’uomo al mondo divino-spirituale. Allora l’uomo si desta nell’amore del Cristo, acquisisce la coscienza dell’Io, e comincia a staccarsi dalla necessità che dominava nella sua vita, tanto prima del Mistero del Golgotha che nei primi 4 settenni e mezzo umani.


A Primavera inoltrata, alle soglie dell’Estate, ecco che il Sole spirituale cede al Sole fisico, il manto vegetale ricopre la Terra, la cui atmosfera si scalda intessuta dal calore. L’Arcangelo Raphael ha unito nell’atmosfera gli elementi, infondendoli nella Terra come forza di guarigione, che unisce ciò che è stato separato. Così, dopo la separazione del Cristo dai suoi discepoli, giunge colui che egli aveva promesso, il Consolatore o Paracleto, che avrebbe dato continuità alla sua presenza spirituale nella coscienza dell’umanità: è la Saggezza di Lucifero redenta, la quale non più legata alla ineluttabile necessità del karma. L’antica saggezza sotto il segno del Toro, ora si presenta nella sua forma liberata della Colomba dello Spirito Santo. Il destino viene risolto attraverso l’azione cosciente nell’amore: il rinnovato Spirito Santo, Lucifero-Paracleto, apre la possibilità all’uomo di agire libero, scegliendo di impiegare la saggezza trasformata in amore nell’Io per adempiere al suo karma. Quando la Pentecoste cade nel segno dei Gemelli ricorda come le fiamme spirituali del Consolatore che discendono sui discepoli siano lo stesso fuoco dei Serafini, i “serpenti di fuoco”, Lucifero si presenta così come il Serpente purificato dal fuoco spirituale del Sole.


In questo esagramma formato dalle 6 festività nel corso dell’anno, possiamo vedere l’intreccio delle 3 croci della Trinità:

  • La Croce del Padre, formata tra San Michele–Natale con Ognissanti e Defunti–Pasqua;

  • La Croce del Figlio, formata tra Natale-Pentecoste e San Giovanni-Pasqua;

  • La Croce dello Spirito Santo, formata tra San Michele-Pentecoste e San Giovanni–Ognissanti e Defunti.

È possibile comprendere il significato di queste tre croci, secondo il triplice Motto Rosicruciano:

  • Ex Deo Nascimur – Da Dio Nasciamo;

  • In Christo Morimur – Nel Cristo vive la morte;

  • Per Spiritum Sanctum Reviviscimus – Attraverso lo spirito Santo resuscitiamo.

Vediamo ora in dettaglio le tre Croci, in cui le festività poste ai poli di un asse sono una la metamorfosi dell’altra.


Ex deo Nascimur” corrisponde alla Croce del Padre: egli è il creatore del fondamento di coscienza del mondo e del corpo fisico.


Infatti, a San Michele prendiamo contatto con il Drago del materialismo, il quale, per mezzo della tenebra della materia, si frappone alla nostra percezione del mondo e del corpo fisico come creazioni spirituali del Padre. La metamorfosi di questo processo compare nel Natale, in cui si disvela come la massima espressione esteriore della tenebra sia in effetti la possibilità del rilucere della luce spirituale perfino nel cuore della materia.

Poi, a Ognissanti e Defunti, viviamo l’esperienza necessaria di contatto con il mondo fisico-sensibile, la morte che anche il Cristo ha vissuto, la quale viene esperita con paura dall’uomo, ma che in effetti lo riconduce alla vita spirituale, all’unione con gli dei. La metamorfosi di questo processo la ritroviamo nella Pasqua in cui il Cristo vince la morte per mezzo delle forze di Resurrezione, che restaurano l’originario corpo fisico dell’uomo, il fantoma, a corpo di Resurrezione.


In Christo Morimur” corrisponde alla Croce del Figlio: egli è il mediatore e riparatore della creazione per mezzo delle forze di vita.

A Natale, il Figlio completa la sua discesa nel mondo fisico-sensibile, così alla svolta dei tempi nacque entro il corpo di Gesù di Nazareth ed ogni anno rinasce entro il grembo della Terra come Sole Spirituale. La metamorfosi di questo processo si ha nelle forze di Ascensione, in cui il Figlio s'innalza dal centro della Terra, e poi riversa il suo spirito Consolatore sull’umanità nella Pentecoste.

A San Giovanni, il Battista, “il più grande tra i nati di donna”, annuncia la venuta di qualcuno più grande di lui, il Cristo, così come l’Io incarnato presagisce la necessità che l’Io Superiore sopravanzi. Nella Pasqua, si ha il ribaltamento di questo processo: il Cristo, lo Spirito Solare, attraverso il Mistero del Golgotha nasce entro gli involucri del pianeta Terra e ne diviene l’Io, lo Spirito della Terra al contempo donando la potenzialità della coscienza dell’Io individuale a tutta l’umanità.


Per Spiritum Sanctum Reviviscimus” corrisponde alla Croce dello Spirito Santo: egli è lo spirito che battezza nel fuoco, consegnando all’eternità la creazione.


A San Michele, lo Spirito Santo si presenta sotto forma della madre, la Sofia: Michele, il figlio di Sofia, libera la madre dall’illusione della materia all’Assunzione ponendo il Drago nella sua sfera per mezzo della spada di ferro siderale. Nella Pentecoste, lo Spirito Santo promesso, il Consolatore viene riversato come fiamme sulla cerchia dei discepoli che divengono apostoli, con al centro Maria Sofia, la madre del Figlio. Questo evento corrisponde alla nascita dell’Io individuale in loro, e poi attraverso il Vangelo nell’umanità. L’Io mette fine alla sola necessità del karma aprendo alla libertà.

Infine, a San Giovanni, l’uomo sperimenta la necessità di unirsi in modo rigoroso alla vita cosmica in cui le gerarchie intessono pensieri formatori, al fine di non deformarne le creazioni. A Ognissanti e Defunti, l’uomo incontra come poter divenire collaboratore dell’evoluzione per mezzo del confronto con le parti tralasciate di sé nell’inconscio, ad Halloween; così come ciò che diventerà quale espressione di un archetipo futuro, ai Santi, e come i Defunti collaborano all’intessere cosmico delle gerarchie nelle creazioni.

Ecco che nella comprensione delle relazioni di metamorfosi di queste festività, sorge alla coscienza l’immagine vivente del Cristo quale mediatore tra l’uomo ed il divino, la Terra ed il cosmo attraverso le Persone della Trinità. Così come il Cristo agli albori della creazione ha armonizzato l’agire dei 6 Elohim per plasmare l’essere umano sulla Terra, il Cristo nel corso dell’anno armonizza le forze nelle 6 festività per tracciare la via di iniziazione dell’uomo contemporaneo sotto la coraggiosa guida di Michael.

Parleremo di questo processo e molti altri aspetti dello Spirito del Calendario nel corso dell'anno, nel percorso online


DALLA QUARESIMA ALLA PENTECOSTE


RELATORI


Giorgio Tarditi Spagnoli (conferenze di Antroposofia)


Katherina Tscholl (esperienze artistiche)


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