L'Evoluzione della Guarigione – 1° Parte

Aggiornamento: mag 17



La guarigione è essenzialmente l’unione degli opposti, i quali originariamente sono determinati dalla separazione dell’uomo dall’oceano di luce degli Elohim. La separazione tra l’uomo e gli Elohim avvenne a metà dell’Era Lemurica. Prima di questo momento, l’uomo era tutt’uno nel fluire della vita luminosa degli dei, gli Spiriti della Forma della sfera del Sole. Dal principio della metamorfosi della Terra fino alla metà dell’Era Lemurica, l’uomo, la Terra e gli dei sono un tutt’uno.


Era Polare

Nell’Era Polare l’uomo passa la sua esistenza minerale, intessuta nell’etere del calore. Questa è la ricapitolazione della metamorfosi dell’Antico Saturno e dunque l’uomo è una forma di puro calore. Sole e Luna erano inizialmente ancora insieme, solo Saturno si differenziò ad un certo punto dell’evoluzione. Non vi poteva essere ancora nessuna malattia, in quanto l’unica discontinuità era la differenza nell’intensità del calore, il quale tuttavia era l’unico elemento di esistenza. Di conseguenza dove vi era mancanza di calore, ovvero freddo, l’uomo cessava di esistere in quanto non riusciva a percepire se stesso: dove in futuro vi sarebbe stata la malattia, ora vi era solo separazione tra gli uomini che andavano formandosi. Questa differenza dipendeva essenzialmente dal fatto che Saturno, che dapprima era unito alla massa di Sole-Terra-Luna, si staccò, così che portò la principale fonte del calore esteriorizzato al di fuori della massa della Terra, la quale ne conservò una traccia all’interno. Come Saturno irradia etere del calore dall’esterno, la Terra lo fa dall’interno.

Era Iperborea

Nell’Era Iperborea l’uomo passa la sua esistenza vegetale, intessuta nell’etere del calore e della luce. Questa è la ricapitolazione della metamorfosi dell’Antico Sole e dunque l’uomo è puro calore e luce. Anche in quest’era non poteva esistere malattia: l’uomo percepiva se stesso nel calore, mentre percepiva la discontinuità nel freddo. Si aggiunge un’ulteriore polarità per cui l’uomo percepiva ora la differenza tra l’alto e il basso, ove l’alto era più vicino alla sfera del Sole, che nel frattempo si era distaccata ed il basso era invece più vicino alla sfera della Terra-Luna, ancora unite. Verso l’alto l’uomo percepisce se stesso unito al fluire della vita cosmica, promanata dagli Elohim, la gerarchia solare: questi inviano all’uomo l’etere della vita, quello che nella Genesi viene chiamato Frutto dell’Albero della Vita, il quale permette all’uomo di vivere in continuità con il piano divino e la vita delle gerarchie. Al nucleo di etere del calore si aggiunse uno strato di etere della luce, che lo avvolge.


Era Lemurica

Arriviamo dunque al momento cruciale in cui comparve la malattia nell’uomo e dunque nella Terra, investendo di converso anche i Regni della Natura. Qui inizialmente l’uomo ha forma animale di vapore e fuoco. Nell’Era Lemurica infatti si giunse al momento in cui gli Elohim poterono cedere il loro Io, che discese così sulla sfera della Terra-Luna, divenendo il membro più alto della costituzione occulta dell’uomo: per questo possiamo affermare che l’Io è il discendente degli Elohim quali Spiriti della Forma e compartecipa della loro natura al di fuori dello spazio-tempo, nella pura forma. Quando l’Io discese nell’uomo trovò l’influsso degli spiriti luciferici nel corpo astrale, il quale era stato gradualmente “conchiuso in se stesso”, progressivamente strappando il collegamento tra l’Io e gli Elohim.

Furono gli spiriti luciferici a introdurre la malattia nell’uomo: quello che prima era separazione nel freddo come lontananza da Saturno e oscurità come lontananza dal Sole, venne a porsi in una nuova configurazione. L’etere del calore e della luce vennero infatti strappati al flusso degli Elohim, che li inviavano dalla sfera del Sole, e posti sotto l’influsso luciferico. D’altro canto, gli eteri superiori, l’etere del suono e l’etere della vita furono ritratti dalla sfera di coscienza dell’essere umano. I 4 eteri sono anche i quattro Fiumi del Paradiso, che discendono dagli Elohim sotto forma dell’Albero della Vita (chiamato anche Jakin) e dell’Albero della Conoscenza (chiamato anche Boaz). Usando il linguaggio degli Elohim potremmo dire: nella tentazione di Lucifero Eva ed Adamo mangiarono del Frutto della Conoscenza del Bene e del Male e così Jehovah, l’Eloah della Luna, lo privò di mangiare del Frutto dell’Albero della Vita. Infatti, l’etere del calore e della luce, insieme formano ciò che gli Elohim chiamano il “Frutto della Conoscenza; così come l’etere del suono e della vita insieme formano il “Frutto della Vita”.


Nel momento in cui l’uomo cessò di mangiare del Frutto della Vita, le forze dell’etere della vita vennero progressivamente sottratte dal dominio dell’uomo, il quale avrebbe potuto corrompere la vita stessa degli Elohim, per mezzo del fatto che l’Io era ormai stato fatto prigioniero nel corpo astrale luciferizzato. D’altro canto, per mezzo di questo intervento l’uomo poteva ora disporre del conoscere del bene e del male, ovvero della luce del Sole, il Bene, e del calore di Saturno, il Male: in questa polarità il Sole viene identificato con il calore e la luce e Saturno con il buio e freddo. L’uomo da quel momento poté disporre della conoscenza, seppur in forma immatura rispetto al suo sviluppo del polo superiore dell’astrale-Io. Si divisero i sessi e venne acquisita la posizione eretta. Adamo ed Eva mangiarono del Frutto dell’Albero della Conoscenza per mezzo delle forze luciferiche che, nell’Antica Luna, si erano staccate dall’evoluzione generale del cosmo. Adamo ed Eva potendo ora conoscere il bene ed il male si staccarono loro stessi dal fluire della vita cosmica dalla sfera del Sole, ovvero la discesa dei 4 Fiumi del Paradiso dall’oceano di luce degli Elohim.


Ecco allora l’ingresso della malattia come forma di coscienza: gli spiriti luciferici nel corpo astrale fanno sì che nel momento in cui l’uomo conosce, entrando in relazione con il mondo e con se stesso in modo tale che uccide l’oggetto della conoscenza. L’uomo che pensa credendo i suoi pensieri sorti solo da se stesso, come fossero secrezioni del cervello, ovvero l’immagine fisico-sensibile del corpo astrale, uccidendo l’oggetto su cui il pensiero si posa. Facendo questo atto, che potremmo chiamare di “conoscenza analitica”, l’uomo è come se recidesse se stesso “chirurgicamente” dal fondamento divino-spirituale della realtà del mondo. In questo senso, lo scarto tra la conoscenza e la vita produce la malattia: l’uomo isola se stesso dalla radice divina del mondo e dunque si ammala.


Il Cristo qui inserisce un potente impulso per la guarigione sotto forma di karma. Il karma è il dono del Cristo che permette di pareggiare ciò che l’influsso luciferico prima e arimanico dopo, porterà nel mondo: ovvero tutto ciò che viene fatto quando l’uomo usa in senso egoistico e materialistico il libero arbitrio. Le anomalie inserite per mezzo di azioni arbitrarie rispetto al piano di evoluzione divino, hanno dal lato negativo l’effetto di portare la malattia come anticipazione di forze di coscienza grezze e dal lato positivo, invece, l’effetto di portare la possibilità del superamento della malattia come fonte di rinnovate forze superiori. Il karma in fondo, è il farmaco che il Cristo infonde nella storia dell’umanità affinché essa possa redimere il male, trarre un bene superiore dal male, un bene che viceversa non sarebbe esistito.

L’ingresso della malattia dapprima risulta nel solo fatto che le forze dell’etere di vita e del suono non fluiscono più liberamente rispettivamente nell’Io e nel corpo astrale. Invece che mangiare dell’etere di vita e del suono, ora l’uomo può manipolare l’etere del calore e della luce, che dunque ora si manifestano in forma esteriorizzata: il calore fisico, il fuoco, e luce fisica, l’aria. La luce fisica a sua volta viene compressa in tenebra prendendo il nome di sostanza o materia. È la malattia che rende necessario un culto: il lemuriano necessita di rimanere in contatto con la sua stessa scaturigine divina e lo fa per mezzo del culto. Sono gli angeli che, intessendo nell’etere, provvedono a innalzare il culto dall’uomo lemurico verso gli dei. Tale rapporto cultico stabilito tra uomo e dei, permetterà agli angeli di divenire poi “angeli custodi” dei singoli Io che andavano differenziandosi man mano che ci si avvicinava alla successiva Era Atlantidea.


Successivamente alla malattia e al progressivo invecchiamento, dato dal distacco del Frutto della Vita, venne introdotta la morte. Tale evento viene per la prima volta osservato da Adamo e da Eva nell’uccisione che Caino compie verso Abele. In quel momento il suolo fu toccato per la prima volta dal sangue umano, determinando così un legame tra suolo e sangue, ovvero tra l’io inferiore e il suolo. Questo fu il karma della separazione dell’egoismo luciferico il quale condusse l’ingresso degli spiriti arimanici nell’evoluzione e, appunto, alla morte come evento di cesura massima tra la vita incarnata e la vita escarnata.


Dato lo scompenso avvenuto per l’azione luciferica, si rese necessario il sacrificio e dunque la discesa del Cristo. Il Cristo agisce come Riparatore, il supremo guaritore che da altezze eterne discende per risanare l’umanità nella sua cacciata dal Paradiso Terrestre. Tuttavia un così vertiginoso essere abbisognava di un rappresentante in un mondo più basso affinché la sua azione potesse essere utile, e fu così che si stabilì il legame tra Cristo e l’anima nathanica dell’Adam Kadmon. In un certo senso, possiamo dire che il Cristo stabilì il primo sodalizio con l’anima dell’Adamo Kadmon al fine di permettere che il flusso solare dell’Albero della Vita non cessasse mai del tutto e che l’umanità potesse conservare le sue forze di giovinezza. Ecco dunque che per mezzo del sodalizio tra Cristo e l’Adamo paradisiaco venne compiuto il primo sacrificio nella seconda metà dell’Era Lemurica. Questo avvenne nella sfera delle Stelle Fisse, lo Zodiaco, nel Devachan Superiore (Mondo della Ragione) e fu volto a risanare i 12 sensi del corpo fisico, permettendo di armonizzarli in un’unità. I 12 sensi formati sull’Antico Saturno rischiavano di divenire preda dell