L'Evoluzione della Guarigione – 2° Parte



Epoca Paleo-Indiana

I 7 Santi Rishi impartirono dunque una dottrina esoterica la quale era volta ad unire l’uomo al fondamento divino-spirituale della Natura: “yoga” significa “unione”, ovvero religione che riconduce l’essere umano al fondamento della creazione, oltre la Maya della tenebra della materia. Ogni asana permetteva di unire il corpo eterico dell’uomo all’eterico dei membri dei Regni della Natura, minerali, vegetali e animali, così che gli antichi indiani potevano percepire ancora una volta l’eco della Parola-Spirito del Verbo nell’eterico della Terra che chiamavano Vishva Karman, “Il Creatore di Tutto”. La Parola-Spirito letteralmente riecheggiava nel corpo eterico dell’antico indiano, e questo stato è ancora possibile sperimentarlo, sebbene in forma retrograda, nel momento in cui assumendo la forma simbolica di un’asana si “resta nella forma”, sperimentando, successivamente alla sua cancellazione, le forze formatrici eteriche da cui questa stessa originariamente scaturì in prima istanza, cioè la Parola-Spirito che creò la forma attraverso le Gerarchie, ed in particolare l’indiano la percepiva attraverso gli Archai che nell’Epoca Paleo-Indiana erano le guide dell’umanità. I centri dei Misteri erano allora in connessione con i corpi eterici dei 7 Santi Rishi che dal luogo occulto posto sul piano eterico, Agartha, irradiavano sull’umanità in via di formazione.


Questa, come si può capire, è una forma esteriorizzata della pratica meditativa immaginativa della scienza dello spirito, in cui si deve prima formare e fissare innanzi all’occhio interiore un’immagine che dovrà poi essere cancellata, sperimentandone così le forze formatrici eteriche che l’hanno prodotta prima che questa discendesse nella realtà duale. Dove l’antico indiano sperimentava il fluire dell’eterico in un “movimento vivente”, oggi possiamo sperimentare il fluire dei pensieri originari nel “pensare vivente”. L’antico indiano sperimentava la malattia come un gelo che si impossessava del suo corpo eterico, rendendolo più denso di quanto non fosse necessario, proprio come una ripetizione di una piccola catastrofe Atlantidea entro se stesso, sentiva che l’eterico andava in un eccesso di cristallizzazione. Fu la pratica dello yoga nel corso dei millenni che permise di fortificare, sviluppare e stabilizzare il corpo eterico con le sue correnti entro il corpo fisico, permettendo dunque che l’essere umano potesse essere dotato di un corpo fisico pervaso da forze vitali. La missione del completare lo sviluppo del corpo eterico corrisponde allo sviluppo biografico del 2° settennio biografico e pose le basi per lo sviluppo del corpo astrale nella successiva epoca di cultura.

Epoca Paleo-Persiana

La guarigione nell’epoca Paleo-Persiana è strettamente connessa al fatto che sorse nell’uomo la percezione duale del mondo. Se da un lato lo yoga aveva connesso l’uomo al principio spirituale oltre la materia, dall’altro vi era una crescente diffidenza per la terra. L’uomo dunque percepiva il cielo, con la sua circolarità, quale rappresentante del mondo della luce e dunque dello spirito buono; mentre la terra, con la sua squadratura, il rappresentante del mondo della tenebra e dunque dello spirito malvagio. Questa contrapposizione divenne dottrina in Zarathustra il quale rivelò dell’esistenza di Ahura Mazdao o Ormazd e Angra Manyu o Ahriman. Zarathustra dunque porta il messaggio del Cristo quale spirito della luce, gemello di Ahriman lo spirito della tenebra. Se da un lato questa dottrina rimandava ad un apparente dualismo, dall’altro presuppone l’esistenza di un terzo principio da cui sia Ormazd che Ahriman derivavano per polarizzazione: Zeruana Akarana, l’Eternità. Dunque la dottrina di Zarathustra non era affatto dualista, in quanto presupponeva la mediazione dei due principi contrapposti, come uno necessario all’altro finché la tenebra non fosse riassorbita nuovamente nella luce da cui derivava. Zarathustra raccoglieva l’impulso del Sole Spirituale dato da Melchizedek: così i raggi di Sole, penetrando nell’oscurità della Terra, poteva dare origine alla vita, ma per fare ciò era necessario lasciare un solco sulla Terra, egli tracciò dunque in terra un solco con la lama di una spada in cui vennero sepolti i primi semi coltivati.


La malattia dell’antico persiano era una tenebra che si impossessava del corpo astrale, il luogo dove ancora veniva percepito l’irraggiare dello spirito che unisce l’uomo al cielo. Mentre normalmente veniva percepito che l’originaria patria dell’anima umana era il cielo, il malato allora dimenticava la sua origine. La guarigione dunque era allora legata al fatto che la luce doveva illuminare il principio tenebroso che aveva invaso i sentimenti dell’anima umana: per questo nei templi del culto di Ormazd, vi era un fuoco che mai si spegneva, continuamente irradiando luce illuminando l’oscurità. All’epoca esistevano ancora i Re Sacerdoti, che riunivano in un’unica anima il potere sacerdotale e temporale, quali venivano illuminati per mezzo dell’iniziazione nei Misteri, sotto l’egida degli Arcangeli, che erano allora le guide dell’umanità. L’oscurità sarebbe stata un giorno nuovamente riassorbita nella luce, tornando all’eternità, e questo sarebbe avvenuto nell’epoca di cultura speculare, la 6° epoca di cultura in cui l’impulso manicheo permetterà di redimere gli spiriti delle tenebre. L’essere umano allora provava malattia nel momento in cui percepiva il corpo freddo e oscuro, e che per guarire doveva essere esposto ai benefici raggi del Sole esteriore o del fuoco dei templi di Ormazd: la luce e il fuoco scaldavano e attivavano i semi di stelle che giacevano nel terreno dell’anima, le stelle tornavano nuovamente a brillare nel tessuto del corpo astrale nuovamente constatando il nesso tra uomo e stelle.

Epoca Egizio-Caldaica

In questa terza epoca, l’essere umano era passato sotto la guida degli Angeli. L’uomo per la prima volta poteva guardare non tanto dentro se stesso, quanto piuttosto al cielo stellato e sentire una profonda risonanza tra la legge morale e la legge cosmica. L’anima veniva percepita come immagine del cielo stellato, così come esisteva una legge entro la volta celeste, così esisteva entro l’anima umana. Dunque lo stato di malattia veniva percepito come lo stato di contravvenzione delle leggi cosmiche. All’epoca i Misteri erano celebrati da una casta sacerdotale e da una regale, ovvero i sacerdoti del culto degli dei e del faraone, il quale era invariabilmente iniziato nei Misteri. Il faraone era il portatore dell’Io per tutto il suo popolo, per primo sperimentava una condizione individuale e al contempo faceva da perno al fluire dell’anima di gruppo del popolo a cui apparteneva. I sacerdoti del culto degli dei permettevano di mediare pensieri, sentimenti e volontà dell’uomo, che allora si presentavano ancora dall’esterno, tra il cosmo e l’anima umana. I caldei furono i primi a sistematizzare la saggezza delle stelle, l’astrologia, la quale era volta a mantenere il nesso tra cosmo e uomo. Ermete, che ereditò il corpo astrale da Zarathustra, fu la guida del popolo egizio, coltivando nelle sedi dei Misteri i segreti della guarigione.

Gli dei più antichi, legati alla natura, vennero progressivamente sostituiti dagli dei più interiori, i quali vivevano al contempo nella volta celeste: Amon per esempio, che rappresentava la generazione sotto forma del fuoco dell’ariete, venne sostituito dalla coppia Iside ed Osiride, i quali rappresentavano non solo Anima e Spirito, ma anche Luna e Sole e Sofia e Cristo. Quando il nesso tra gli dei, che giungevano dall’esterno e l’anima dell’uomo, che accoglieva gli impulsi di pensiero, sentimento e volontà, veniva interrotto, allora l’uomo della terza epoca si ammalava. La malattia era una distanza percepita nell’anima tra l’uomo e gli dei che albergavano la natura e le stelle, svuotando così l’anima della presenza degli dei. L’anima umana diveniva dunque un luogo deserto, in cui pensieri, sentimenti e volontà si aggiravano come fugaci fantasmi, senza possibilità alcuna di ritrovare la via verso le stelle da cui promanavano. Il sacerdote dunque, alla presenza del faraone, permetteva all’anima del malato di porsi in connessione con l’Io che ancora non aveva un legame saldo con l’anima senziente.

Epoca Greco-Romana

L’epoca in cui si evolse l’anima razionale fu scossa da profondi contrasti, un mondo antico influenzato dall’Oriente che andava morendo ed un mondo radicalmente nuovo che andava nascendo in Occidente, con tutta la molteplicità dei suoi nuovi contrasti. Nell’epoca greca la guarigione era rappresentata dalla possibilità di mediare tra coppie di opposti: alto e basso, destra e sinistra, dentro e fuori, spirito e materia. L’intreccio di tutte queste coppie di opposti era il Caduceo di Mercurio, che portava a unione intorno alla connessione tra il divino, che stava eclissandosi alla percezione chiaroveggente atavica, e l’Io individuale, che stava invece albeggiando nel pensiero razionale. Mercurio era dunque il dio della guarigione che manteneva la sua continuità con l’Hermes egizio: questa guarigione non poteva che essere al contempo spirituale e fisica, rappresentata dai due serpenti intrecciati, simbolo uno dell’incarnarsi nella materia (dall’Antico Saturno alla Terra-Marte) e l’altro del ritorno allo spirito (dalla Terra-Mercurio al Futuro Vulcano). Il globo alato in cima alla staffa rappresentava l’Io che discendeva nell’uomo a metà tra la metamorfosi della Terra, tra Marte e il successivo Mercurio. Non era invece lo stesso per il dio Asclepio, il quale recava infatti una staffa priva di globo alato con attorcigliato un solo serpente: rappresentava la guarigione solo a livello fisico, quella che sarebbe prevalsa nell’epoca Romana, quando la decadenza degli Antichi Misteri si rese sostanzialmente totale e ancora di più in quella successiva Europea, con la nascita della medicina materialistica.


I sacerdoti dei Misteri erano teurghi, iniziati alla magia divina, che permetteva loro da un lato di innalzare il teurgo ad altezze divine, e dall’altro di infondere lo spirito del dio in un simulacro, una statua che veniva posta nel Sancta Sanctorum del Tempio. L’atto finale del rituale teurgico consisteva nell’incastonare pietre preziose negli occhi del simulacro divino, così che gli dei potessero vedere l’uomo. Infatti le pietre preziose sono gli organi di senso delle gerarchie, in particolare possono essere considerati come gli occhi degli angeli. Il Tempio era allora la casa dove il dio stesso prendeva dimora e che da quel momento abitava l’edificio, sia che vi fosse l’uomo che no.


L’antico greco percepiva la malattia come malformazione, ovvero la bruttezza, la mancanza di simmetria, provocava uno stato di revulsione nell’anima greca, la quale doveva essere ristabilita per mezzo del principio della bellezza. L’accostamento degli opposti risultava dapprima in uno scontro, il quale aveva in sé il caos, e da cui, per mezzo dell’unione degli opposti generava un’unità di ordine superiore: il Cosmos. Per il greco l’insieme era sempre di più della somma delle parti e dunque la bruttezza aveva in sé un elemento di distonia che voleva emanciparsi dall’armonia generale. Tuttavia l’armonia raggiunta tramite il conflitto si manifestava sempre con la punizione della hybris umana, ovvero della presunzione, che voleva in qualche modo migliorare ciò che gli dei avevano concepito. Gli dei impartivano ordini ai semidei, ovvero gli esseri della natura, che allora erano particolarmente vicini all’anima umana. Il greco che sperimentava la bruttezza sentiva in sé le forze di morte prendere il sopravvento, dunque era necessario ristabilire l’equilibrio tra ciò che era umano e ciò che era divino, questo avveniva con il sonno nel Tempio, il quale per mezzo del sogno ristabiliva il nesso tra l’uomo e il dio.


Vicini al Mistero del Golgotha, gli dei si ritrassero dal corpo astrale umano, lasciando così dei “vuoti” i quali vennero abitati dai demoni. Questo era possibile anche in precedenza ma richiedeva che una persona fosse posta sotto un incantesimo per recidere il suo nesso con gli dei per mezzo della magia nera, mentre ora questo processo avveniva poiché l’uomo aveva raggiunto l’esaurimento di determinate forze che fino quel momento avevano pervaso il suo corpo eterico e astrale. Una volta oltrepassato il Mistero del Golgotha il rapporto tra salute e malattia cambiò radicalmente. L’Io che fino a quel momento aleggiava ancora nei mondi al di fuori dell’anima umana, ora prende contatto con l’anima razionale, la sua sede privilegiata con le forze di pensiero come primo suo veicolo. Ora l’essere umano diviene sempre di più individuale, tagliando la memoria con l’anima di gruppo, la chiaroveggenza e la memoria atavica che lo avevano legato alla fratellanza di sangue degli antenati. Ora il rimanere legati alle antiche forze degli avi attraverso la linea di sangue diviene patologico.

Il quarto sacrificio discendente del Cristo avvenne nella quarta epoca di cultura, la Greco Romana. Venne compiuto nella sfera della Terra, nel Mondo Fisico e fu volto a restaurare la condizione paradisiaca tra Io e corpo fisico nel Corpo di Resurrezione, sottraendolo a Lucifero e Ahriman. Se così non fosse stato, l’uomo non avrebbe mai sviluppato un Io libero, ovvero capace di conquistare la libertà per mezzo del libero arbitrio. Altrimenti sarebbe divenuto dunque un animale in preda ai suoi istinti o un automa in stato vegetativo. Questo fu l’ultimo dei sacrifici che il Cristo compì in discesa verso la Terra, perfino a toccare il Centro della Terra.


Ora se il greco viveva nell’aspetto sentimentale dell’anima razionale, l’antico romano possedeva in massima parte la razionalità. Roma fu la prima città a pianta quadrata, mentre prima le città avevano sempre avuto una pianta circolare. La ragione è il dono che Michael fece all’uomo quando combatté contro Lucifero, riuscendo a salvare questa forza per la successiva evoluzione dell’umanità. Il romano viveva quindi la malattia come irrazionalità, ovvero quegli aspetti che risalivano dal crepuscolo della coscienza della religione antica. Quando il romano non poteva inserire in un sistema razionale un elemento della cultura umana, lo sopprimeva, almeno fin quanto esso non potesse assurgere ad un ruolo funzionale alla conquista del potere. È questo il caso della religione cristiana che dapprima viene ricacciata nelle catacombe, e poi diviene lo strumento politico perfetto nelle mani di coloro che avevano necessità di accentrare il potere. Non serve dire che tale situazione provocò la corruzione tanto della Chiesa che dello Stato, facendo decadere nella confusione tanto il potere temporale che spirituale. Questo tuttavia era necessario in quanto dove vi è confusione tra potere temporale e spirituale, il Cristo non è presente e dunque diviene impossibile attingere a forze di guarigione. La guarigione nell’epoca romana risiedeva nella capacità di comprendere impulsi diversi tra loro così che, posti in una certa relazione, potessero risvegliare forze di rinnovamento. Si tratta in sostanza dell’arte del “mosaico”, il quale attrae così tanto il romano antico in quanto il suo pensiero tende fatalmente a separarsi in piccoli pezzi eppure richiamando a se la necessità di una figura unitaria di ordine superiore.


Epoca Europea

Arriviamo dunque alla nostra attuale epoca, quella dell’anima cosciente. Qui si giunge alla massima separazione tra l’antica arte medica e l’attuale scienza medica. La scienza medica non vedendo più l’uomo come fenomeno unitario e insieme molteplice, si è scissa per riflesso in una moltitudine di discipline specializzate incapaci di comunicare le une con le altre. D’altro canto una rinnovata arte medica permette di mantenere il filo conduttore che collega gli Antichi Misteri in forma rinnovata nell’oggi, nei Nuovi Misteri rinnovati dal Cristo. La malattia oggi è una questione di coscienza. L’uomo vive nella profonda divisione delle forze coscienti che rischiano di divenire preda dell’intellettualismo o del materialismo, in entrambi i casi perdendo il vivo contatto con la scaturigine spirituale. L’uomo è dunque ad un crocevia: tralasciare la sua autocoscienza e immergersi nella materia e nelle speculazioni teoriche, oppure potenziare la luce della sua coscienza affinché possa divenire il veicolo dell’illuminazione delle tenebre del materialismo. Nel primo caso l’antica malattia dell’uomo, ovvero la perdita del contatto col mondo spirituale, diventerà il nuovo stato considerato “sano” dalla scienza medica materialistica. Al contrario, la tendenza verso lo spirito verrà considerata patologica. In questo caso il Cristo, che compare nella veste eterica nel Mondo Astrale, subirà un nuovo sacrificio per soffocamento. Le tenebre del materialismo soffocheranno il Cristo Eterico che ascende verso un’esistenza ancora superiore. Nel secondo caso, invece, l’uomo ristabilirà un contatto con il mondo spirituale ma in forma del tutto nuova, per mezzo di forze di resurrezione che sgorgano dall’Io in unione col Cristo. Allora potrà cominciare la redenzione del materialismo e dunque degli spiriti arimanici.


Le due principali vie della guarigione formano ora una polarità: la via umida di Raphael e la via secca di Michael. La via di Raphael è una via che unisce l’aspetto eterico a quello astrale, l’elemento dell’acqua a quello dell’aria, così che lavora sulla vita e sull’anima. Essa opera per mezzo di sostanze che vengono somministrate come dall’esterno, passando dunque dall’omeopatia, alle cure naturali fino alle cure allopatiche. La via di Michael invece unisce l’aspetto spirituale del corpo fisico, il germe del corpo di resurrezione; all’Io: è la via della terra e del fuoco, che innesca la trasmutazione del corpo fisico dall’interiorità per mezzo della purificazione del pensiero dalle impressioni dei sensi, della meditazione e infine della comunione con la vita macrocosmica.


Ma ad un livello ancora più elevato, che riunisce entrambe le due vie precedentemente descritte, la guarigione dipende dal riconoscere il Cristo per mezzo delle forze dell’Io nell’anima cosciente. Dove l’anima cosciente fornisce la sostanza stessa della coscienza umana, l’Io fornisce la possibilità che questa divenga riflettente le sue stesse qualità luminose e dunque, faccia sì che sorga l’auto-coscienza, la coscienza dell’Io, che è anche la presenza del Cristo nel qui ed ora. Il Cristo si pone dunque come colui che è capace di dare l’impulso necessario affinché le forze di morte portate da Ahriman, vengano redente. “Nel Cristo vive la Morte”, ovvero Ahriman sperimenta la possibilità di essere redento. Le forze di morte che vogliono uccidere il corpo eterico con le sue forze formative, vengono trasformate in forze di autocoscienza dal Cristo. Questo è il “miracolo” che permette di resuscitare il pensiero nella tomba della materia; così che risorga come pensiero vivente e poi si innalzi alle vette cosmiche per mezzo di Michael, il Principe del Pensiero. Questo avverrà quando il “tavolo da laboratorio si sarà fatto altare” e dunque la scienza materialistica verrà pervasa dal senso del sacro, e questo necessita tanto della devozione così come della presenza autocosciente, così che ogni esperimento sarà un atto di culto in Cristo: il culto dell’Amore.

A questo culto del Cristo si contrapporrà il nascente culto dell’Anticristo. Infatti, già nella quarta epoca, la via dei Misteri di Asclepio, aprì la porta ai successivi Contro-misteri del Doppio-Ombra. Questi sono noti come i Misteri di Ofiuco, il Serpentario o Portatore del Serpente. In epoca molto recente, si è cercato di introdurre un “13esimo segno zodiacale” su una base materialistica, ovvero dal fatto che l’Ofiuco riposa sull’Eclittica, e che dunque non tiene conto dell’archetipo dello spazio, il quale è il numero 12, avendo il 13esimo come centro e non come sezione aggiuntiva. L’aggiunta del 13° segno dell’Ofiuco rende asimmetrico lo Zodiaco, contemporaneamente sottraendo il centro al cerchio dello Zodiaco, ovvero il Sole Spirituale. La decadenza dei Misteri di Asclepio impedisce, in altre parole, che si giunga alla comprensione di come il Sole Spirituale sia necessario alla formazione del Corpo di Resurrezione, come fantoma dell’Antico Saturno restaurato. I Misteri di Asclepio decaduto sono dunque i Misteri dello “zombie”, del non-morto o morto vivente, che vive nel suo corpo fisico-sensibile anche quando l’Io ne ha abbandonato gli involucri. Si tratta dunque del sogno arimanico dell’immortalità materiale raggiunta per mezzo della scienza materialistica: è una medicina sub-naturale che fa decadere l’uomo impedendo di spiritualizzare la materia che riempie il suo stesso corpo fisico. In questo modo viene impedita anche la redenzione degli spiriti arimanici, di fatto, compiendo il loro male.



Tabella di Yoris Velcich

Epoca Russo-Slava

Se nell’epoca dell’anima cosciente la malattia è una questione di coscienza, nella successiva epoca sarà una questione morale. Vi sarà allora una corrispondenza tra lo stato morale interiore e l’apparenza esteriore. Dunque la malattia sarà dove ciò che è morale non riesce a venire ad espressione esteriore. Se nella nostra condizione attuale la moralità non si esprime necessariamente nei tratti fisici, ma solo nel mondo interiore, allora questa stessa condizione normale per noi oggi sarà una condizione patologica. La guarigione sarà dunque portare ad espressione la moralità, così che la coscienza dell’Io possa risvegliarsi nelle fattezze che percepisce esteriormente e dunque mutare la sua condizione.


A questo punto vi saranno esseri umani che si fonderanno con le macchine, creando dei cyborg: questo processo avverrà innanzi tutto come un travisato principio di guarigione della scienza medica materialistica. Infatti siccome le condizioni della Terra e della Natura saranno sempre più pervase dalle forze di morte, il corpo fisico di una parte dell’umanità verrà indebolito a tal punto da far nascere il desiderio di unirsi alle macchine, ai robot, supplendo alle mancanze del corpo fisico naturale. In questo modo però l’uomo perderà progressivamente la capacità di accogliere i suoi arti superiori, gli arti spirituali, che non troveranno veicoli adatti per la manifestazione. L’uomo diverrà sempre più veicolo di spiriti arimanici che si incarneranno in corpi ibridi uomo-macchina. Qui vi sarà l’ingresso definitivo degli Asura: quella che era la dualità del male di Lucifero e Ahriman, diviene ora la dualità di Ahriman e gli Asura. Il materialismo portato da Ahriman sarà ora il male minore, così come ora lo è l’egoismo luciferico. Ahriman infatti sarà allora sulla via della redenzione, come oggi lo è Lucifero. La missione dell’uomo sarà redimere almeno parte degli Asura: questo sarà possibile rafforzando l’Io per mezzo del nesso col Sé Spirituale, a tal punto comincerà a rendere il fisico inattaccabile dall’azione disgregatrice degli Asura.


Epoca Americana

Eccoci giunti nell’ultima epoca di cultura, l’umanità regolare avrà sviluppato ad un certo grado lo Spirito Vitale, potendo così prendere parte della vita cosmica universale, che è l’espressione massima del Figlio e dunque del Cristo stesso. Per questo motivo gli Arcangeli di Popolo si ritireranno dalla guida dei popoli stessi, lasciando la possibilità di unirsi liberamente e coscientemente al Cristo. Allora, come riflesso di questo evento spirituale, tutti i popoli confluiranno in un unico popolo commisto, annullando tutte le differenze fisiche esteriori.

La dualità del male si presenterà infine tra gli Asura e Sorath, l’Anticristo. In questa ultima epoca di cultura la redenzione del male avverrà per mezzo della “creazione di significato”, ovvero infondendo il Cristo fin nel fondamento della realtà a contrastare l’azione anti-umana di Sorath. La malattia qui sarà perdere la propria umanità, ovvero l’incapacità di trovare il Cristo e dunque divenire sostanza per l’Ottava Sfera. Di converso la guarigione consisterà nel riconoscere il Cristo quale Io dell’umanità, divenendo portatori dell’Io-Cristo.


La fine dell’Epoca Americana coincide anche con la fine della 5° Era attuale. Quando l’Era attuale finirà nel 7893 d.C., essa si concluderà con la “Guerra di Tutti Contro Tutti” e questa sarà la catastrofe dell’Aria, ovvero che proviene dalla mente, i pensieri dell’uomo che distruggono la civiltà. I pensieri morti generati nell’attuale 5° epoca di cultura dell’anima cosciente, si saranno allora dispiegati in tutte le loro conseguenze più estreme, venendo esteriorizzati sotto forma di esseri completamente robotici, i quali cominceranno a minacciare l’esistenza umana. Uno dei mezzi che utilizzeranno sarà quello della manipolazione del clima, operando così da creare un clima favorevole alla propria sopravvivenza.

Ere Apocalittiche dei 7 Sigilli (6°) e delle 7 Trombe (7°)

Alla fine della 5° Era attuale la malattia cesserà come rispecchiamento del suo inizio a metà della 3° Era Lemurica: il karma finirà e dunque anche la conseguenza dell’aver mangiato del Frutto della Conoscenza prima del tempo, ovvero la malattia della separazione dalla divinità, introdotta da Lucifero e la morte della separazione dai mondi sovrasensibili introdotta da Ahriman.

Infatti, alla fine della Guerra di Tutti Contro Tutti, ciò che prima viveva nascosto nell’anima degli uomini nelle loro incarnazioni in tutte le epoche di cultura precedenti, cioè nella 5° Era attuale, verrà progressivamente disvelato, così che ogni epoca di cultura della 6° Era dei 7 Sigilli, corrisponde esattamente all’Apocalisse di ogni epoca umana precedente, così che: all’Epoca Paleo-Indiana corrisponderà l’epoca dell’Apertura del I° Sigillo dell’Apocalisse, all’Epoca Paleo-Persiana l’epoca dell’Apertura del II° Sigillo, all’epoca Egizio-Caldaica l’Epoca dell’Apertura del III° Sigillo, all’Epoca Greco-Romana il IV° Sigillo, all’Epoca Attuale il V° Sigillo, all’Epoca Russo-Slava il VI° Sigillo e all’Epoca Americana il VII° e ultimo sigillo alla cui fine seguirà la successiva 7° Era delle 7 Trombe.


Si tratta quindi della “Rivelazione” dell’Umanità, questo è il vero significato del termine “Apocalisse”. Le immagini dei 7 Sigilli Apocalittici rappresentano in forma immaginativa proprio ciò che accadrà in questa transizione tra la presente 5° Era e la 6° Era. Esse condensano il processo evolutivo tanto del remoto passato tanto quanto anticipano il futuro.


Nella 6° Era dei 7 Sigilli si avvereranno le prime profezie Apocalittiche e giungendo alla fine dello stato umano solido, il quale finirà quando la Luna sarà rientrata finalmente nella massa della Terra. Per poi, dopo la fine dell’Era delle 7 Trombe, condurre man mano alla riunione di tutte le sfere planetarie in quella della Terra, per giungere al seme spirituale della Notte Cosmica che si concluderà solo con il risveglio nella successiva Metamorfosi della Terra, il Futuro Giove.



Diagramma di Yoris Velcich


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