La Loggia dei Rosa+Croce di Chiavari – Parte 5: dalla Centauromachia alla Madonna col Bambino

Aggiornamento: apr 16

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Sebastiano Ricci: “Combattimento dei Centauri e dei Lapiti” (1715)


Adiacente alla Loggia dei Rosacroce di cui ho giù trattato in precedenza, vi è un triplo portale scolpito nella pietra nera di Promontorio, ricco di fregi risalente allo stesso periodo. Di questo si ha una data precisa: 1493. Come la stessa Elena Bono fa notare nel suo articolo “Il volto architettonico di Chiavari” (1978, pubblicato negli “Atti del Convegno Storico Internazionale per l’VIII Centenario dell’urbanizzazione di Chiavari”) le due dimore storiche di Chiavari possono essere messe in relazione tra loro, specialmente per il valore simbolico delle raffigurazioni.

La casa ha il nome storico di “Casa Garibaldi” e, circa 300 anni dopo, proprio a Chiavari, nacque il padre di Giuseppe Garibaldi.

Casa Garibaldi: i due portali e il portone.

Casa Garibaldi: i due portali e il portone. Più avanti, oltre l’arco che si intravede sulla sinistra della foto vi è la facciata della Loggia dei Rosacroce.


La sequenza dei fregi suggerisce una lettura secondo il moto solare, dunque da sinistra verso destra rispetto all’orientazione. Si divide in tre portali:

  1. Primo portale: in cui è raffigurata la centauromachia, ovvero la battaglia tra centauri e lapiti, contornata da due fabbri. Era l’entrata per le stalle del palazzo;

  2. Secondo portale: in cui è raffigurata una vendemmia, contornata da due figure portanti una cornucopia. Era l’entrata per la cantina del palazzo;

  3. Terzo portale: in cui è raffigurata una Madonna intronata con il Bambino fra le braccia, attorniata da quattro santi. Era l’entrata ai piani superiori del palazzo. Nel fregio è indicata la data 1493.

I tre portali corrispondono ad altrettanti fasi:

  1. Prima fase: della lotta animale (nigredo), in cui l’ego inferiore indomato, che vive nel sangue animale, viene vinto dall’Io superiore;

  2. Seconda fase: della produzione vegetale (albedo) in cui il sangue animale è ormai purificato nella linfa del vegetale che dunque fruttifica senza alcuna brama;

  3. Terza fase: della natività, che può corrispondere alla rubedo in cui l’anima è purificata (la Divina Sofia) ed è finalmente pronta ad accogliere lo spirito nella materia, il bambino.

 Andiamo ora a vedere la simbologia delle tre fasi.


Il primo portale: la centauromachia

Casa Garibaldi: frontone di destra.

Apollo immise la sua forza solare nella ninfa Stilbe, figlia del fiume Peneo, ed ella ebbe due gemelli: Centauro e Lapite, dal destino tanto opposto quanto legato. Centauro era un essere mostruoso che viveva libero insieme alle mandrie di cavalli. Lapite aveva un fisico atletico e divenne un guerriero. Le stirpi che discesero dai due gemelli erano destinate a scontrarsi. Centauro, accoppiandosi con delle giumente, generò la stirpe per metà equina e per metà umana dei centauri. Lapite invece diede origine a una stirpe di guerrieri, re e veggenti della Tessaglia. In particolare, Piritoo che nacque dall’unione di Dia e Zeus sotto forma di stallone. Dalle forze celesti di Zeus deriva infatti la capacità dei Lapiti di domare i cavalli e cavalcarli, avendo inventato il morso delle briglie.


Alle nozze di Piritoo vengono invitati anche i cugini centauri. Durante i festeggiamenti però i centauri si ubriacano, vivendo nella natura non sono avvezzi al vino che è un prodotto umano. La brama dei centauri, rappresentata dal loro corpo equino, prende il sopravvento ed Euritione aggredisce e stupra Ippodamia, il cui nome significa “colei che doma i cavalli”. Scoppia la battaglia tra centauri e lapiti, la centauromachia, in cui partecipa anche l’eroe ateniese Teseo, il migliore amico di Piritoo. I lapiti, con l’aiuto dell’eroe, vincono e i centauri vengono cacciati dalla Tessaglia. Ad Euritione, per punizione, vengono tagliati naso e orecchie.


In questa immaginazione offerta dalla mitologia greca, abbiamo un dualismo:

  1. Centauro: rappresenta l’istinto animale (corpo astrale) in grado di infondere la brama nel corpo umano e darne il movimento verso un fine. La metà di cavallo è infatti quella inferiore;

  2. Lapite: rappresenta la ragione umana (nous, cioè l’anima razionale) in grado di imbrigliare gli istinti animali ancestrali volti al soddisfacimento della brama in un ideale più elevato.

A proposito di ciò, dobbiamo ricordare che l’Io, lavorando attraverso il corpo astrale, estrae la triplice anima:

  1. l’anima senziente unita al corpo astrale;

  2. l’anima razionale, in rapporto al corpo eterico, che funge da supporto diretto all’Io;