La Magia Nera del Consumismo

Aggiornamento: gen 19

Siamo chiamati a convivere con Ahriman nel modo giusto

Se l’Antroposofia fosse portata in modo fanatico, se l’Antroposofia fosse ascetica ed austera, ne conseguirebbe naturalmente tutto un tuonare contro l’elettricità. Tutto ciò sarebbe ovviamente senza senso, perché solo una visione del mondo che non scenda a patti con la realtà si esprimerebbe in tale modo. Si potrebbe dire: oh, tutto ciò è arimanico! Statene lontani! – ma in realtà è possibile dirlo in modo astratto. Poiché nel momento in cui si sia organizzato un siffatto gruppetto settario di questo genere e quando si sia contrattata una qualche protezione contro Ahriman, si scenderebbe ancora per le scale per poi prendere un tram elettrico.Quindi tutto questo sbraitare contro Ahriman, per quanto santo possa apparire, sarà – passatemi quest’espressione così triviale – immondizia assoluta. Dunque non è possibile chiudere gli occhi innanzi al fatto che si debba convivere con Ahriman. È solo che si deve vivere con lui nel modo giusto: non si deve permettergli di sopraffarci. – Rudolf Steiner, GA220, conferenza XII°, 28 gennaio 1923, Dornach, “Conoscenza vivente della Natura. La caduta intellettuale dell’uomo nel peccato e il suo superamento per mezzo dello Spirito”

Il consumismo nasce su ispirazione di Ahriman e delle sue schiere: la loro azione spirituale consiste nell’oblio della patria spirituale dell’uomo. Si rafforzato a partire dalla Seconda Rivoluzione Industriale, quando si comprende come “il progresso del futuro” stia nell’utilizzo di elettricità e petrolio, entrambe in un certo senso legate alla venuta di Ahriman. Da quel momento, specie con l’uso industriale di combustibili fossili, e la scomparsa progressiva della tecnologia a vapore, la tecnologia si appresa a divenire progressivamente indipendente dall’evoluzione umana e dunque, è l’uomo che diviene parte del sistema industriale sorretto dalle macchine. Le macchine producono così beni in massa, così che il loro valore scende, e tutti possono cominciare ad acquistare beni in grande quantità a un costo più contenuto. Contestualmente, per le classi più agiate che volevano distinguersi nasce “il lusso”. Questa è l’età degli oggetti esteriori, che sostituiscono così i contenuti interiori umani.

Si potrebbe caratterizzare il grido delle entità arimaniche come:

Dio è morto!
Rudolf Steiner: Arimane (1922-23)

Rudolf Steiner: Ahriman (1922-23)


Questa è la loro nefasta interpretazione di un fatto spirituale necessario per l’evoluzione umana, così come Nietzsche l’aveva rettamente compreso, sebbene con una coscienza ormai crepuscolare. L’evoluzione dell’Io umano insieme al “dono” di Lucifero della solitudine, che è anche libertà, ha portato al materialismo, che è invece un “dono” di Ahriman. Come Lucifero ha aperto la porta ad Ahriman, così Ahriman ha aperto la porta agli Asura, e con loro al nichilismo, già implicito nel materialismo. Ma solitudine, materialismo e nichilismo sono in verità un’illusione creata dagli Ostacolatori: dietro di loro si cela la natura dell’Io come essere spirituale incarnato nella materia, un dio creatore in potenza, un dio del futuro. Lucifero e Ahriman sono mali necessari per l’evoluzione umana, mali che possono e dovranno essere redenti. Gli Ostacolatori forniscono alla vita umana quelle prove da superare, in virtù delle quali si ottiene un tesoro insperato: un bene superiore.


L’essere umano, dopo il Mistero del Golgotha, acquisisce definitivamente la percezione del proprio Io. Questo segna il punto di svolta dell’evoluzione umana, secondo cui ciò che prima era una discesa nella materia, adesso può divenire una cosciente ascesa nello spirito: ma contemporaneamente alla coscienza piena dell’Io microcosmico, si spegne l’antica coscienza del macrocosmo come dimora degli dei e degli spiriti. L’autocoscienza richiede che l’uomo sperimenti il mondo in prima persona e che poi, in piena libertà, faccia ritorno alla fonte spirituale originaria. Tuttavia, se non interviene la coscienza del mondo spirituale, il mondo interiore dell’uomo così individualizzato viene alienato dalla sua originaria fonte spirituale e dunque “si sente abbandonato”.

Rudolf Steiner: Lucifero (1922-23)

Rudolf Steiner: Lucifero (1922-23)


Infatti, in antroposofia:

Senza l’azione di Lucifero l’uomo avrebbe dovuto man mano sviluppare una doppia vista: la capacità di vedere sia il mondo fisico, sia il mondo spirituale che operava dietro di esso. Avrebbe percepito una realtà totale. Dietro ad ogni forma sensibile si sarebbe visto il legame con un’entità spirituale. Lucifero spense, “tolse” una parte del reale, presentando all’uomo solo la parte materiale. A metà dell’epoca atlantica, intervenne un’altra influenza da parte di altre entità ritardatarie. Queste entità immisero nel corpo eterico umano “tenebra”, ossia lo specchio della coscienza venne “affumicato”, distorcendo le percezioni. La visione umana divenne ancora più offuscata. Lucifero “eclissa” lo spirituale all’anima umana, lo fa presentire, nascondendolo. Ahriman ricopre la materia con un velo di tenebra, conferendo un apparenza minerale. Facendo sparire lo spirituale.

Questa coppia di scomodi “doni”, solitudine e materialismo, se non viene correttamente interpretata secondo la luce della scienza dello spirito fa capitolare il pensare umano a precipitose conclusioni. Tra i due, il Gatto e la Volpe, oggi il male maggiore è Ahriman. Lucifero si è ritratto nel mondo dell’arte, della religione tradizionale, nella New Age, nel femminismo e del culto per tutto ciò che è passato. Ahriman invece prolifera ovunque: nella burocrazia, nell’economia, nei centri commerciali, nella tecnologia, nelle aule universitarie dove si insegna solo la scienza materialistica. Le conclusioni del suo radicale materialismo che diventa nichilismo che abbondano proprio nel pensare comune: “Se Dio è morto, esso è come l’uomo. Se Dio è morto, il mondo spirituale è il nulla. Se Dio è morto, dopo la morte ci aspetta il nulla. Dunque ogni mia azione vale come un’altra, bene e male non esistono.” Questa mentalità arimanica viene ratificata poi nella scienza naturale, interamente compenetrata dallo spirito del materialismo.

Ecco che avviene la metamorfosi del “Gott ist tot!” di Nietzsche in:

L’Io è morto!

Essendo l’Io incarnato un vuoto nel mondo spirituale, un Io così sopraffatto rimarrà un pieno nel mondo spirituale e piuttosto un vuoto nel mondo fisico. Colui che crede l’Io, lo spirito individuale, un’illusione e agisce di conseguenza, si sta in effetti svuotando dell’Io stesso. Lo rifiuta lasciando un vuoto nel corpo astrale. Un vuoto che può essere colmato da altre entità arimaniche che compiono così una ulteriore metamorfosi. Il vuoto lasciato dalla morte del Dio macrocosmico, diviene la morte del Dio microcosmico.


È il Nulla di cui parla Michael Ende ne “La Storia Infinita”:

Mork e Atreyu
Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni, così Il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poiché è più facile dominare chi non crede in niente.

È questa l’inquietante sentenza che Mork, il lupo nero agente del Nulla (l’equivalente del lupo Fenris dell’Edda), dice ad Atreyu. Mork è l’agente del Nulla incaricato di scoprire l’unica speranza di Fantàsia, Atreyu, e ucciderla prima che salvi l’Infanta Imperatrice con l’Auryn. Mork è un essere di menzogna, ovvero un essere del mondo fisico che è stato trasferito a forza nel mondo immaginario di Fantàsia. Quando un essere umano usa le immaginazioni di Fantàsia per far credere menzogne al prossimo, gli esseri umani creano esseri di menzogna in Fantàsia. Mork stesso viene poi divorato dal Nulla che non risparmia nemmeno i suoi emissari. Eppure perfino Atreyu, un essere di Fantàsia, viene inspiegabilmente contagiato dal nichilismo di Mork, che lo ferisce così fino a portarlo quasi alla morte…