Le 13 Notti Sante – Seconda Parte: 1–6 gennaio

Aggiornamento: giu 7

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Dopo aver visto le Quattro Settimane d’Avvento e la Prima Parte delle Notti Sante, proseguiamo ora con le successive Notti Sante, dal primo dell’anno fino all’Epifania.

Dobbiamo comprendere in modo del tutto diverso queste ultime cinque Notti Sante. Le prime quattro sono comprese nelle Dodici Notti Sante iniziali, l’ultima, la Tredicesima, è una Notte Santa del tutto peculiare che si pone come centro e culmine di tutto il periodo delle Notti Sante. Qui la corrente del Passato, attiva con il Rimembrare nello Spirito dei Pastori, si esaurisce in quanto le forze cosmiche del Macrocosmo (Esagramma o Sigillo di David) si trasformano in quelle individualizzate del Microcosmo (Pentagramma o Sigillo di Salomone).

Alla mezzanotte di Capodanno ci siamo distaccati dallo Spirito di Popolo (Arcangelo): significa che il nostro corpo astrale viene momentaneamente liberato dal Karma del popolo, così da poter introdurre un nuovo impulso evolutivo in tutti quegli Uomini di Buona Volontà, cioè coloro che sono sulla via esoterica, che saranno in grado di coglierlo. Venendo interrotto quel cordone ombelicale che ci lega allo Spirito di Popolo, riceviamo l’impulso diretto delle Gerarchie Superiori, la Seconda e perfino la Terza attraverso la Seconda. Questa è la ragione per cui nella tradizione popolare si esprime un desiderio allo scoccare della mezzanotte: il “desiderio”, “de-sidereo” che proviene dalle regioni celesti più alte dovrà essere un proposito evolutivo, tanto per l’interiorità che per il mondo.

Non solo, in quel momento anche il fluire del tempo viene sospeso, arriviamo al punto che il “respiro della Terra” viene trattenuto a tal punto che l’etere della Terra, nel cui scorrere si forma il tempo, si ferma. Come in una staffetta cosmica, lo Spirito dell’anno passato passa la mano a quello dell’anno futuro (Archai). Il tempo è in effetti il dispiegarsi della costituzione occulta di un Archai (o Principato), nel cui fluire gli esseri che sono incarnati in un corpo fisico vivono. L’avvicendarsi delle stagioni nel corso dell’anno è dovuto agli Spiriti dei Periodi Ciclici, degli esseri che discendono dalla Prima Gerarchia, che regolano l’attività tanto delle anime di gruppo vegetali e animali che agli esseri elementali.

In quell’attimo possiamo avere la percezione dell’Eterno Presente, cioè la dimensione in cui l’Io individuale è allineato con l’Io superiore avendo la possibilità di ricevere ispirazioni. L’atmosfera è qui quella che nella Meditazione della Pietra di Fondazione viene detta di Presenza nello Spirito (o Riflessione) che può essere esercitata solo grazie al distacco dall’Anima di Popolo e dallo Spirito del Tempo. Tanto il distacco dallo Spirito di Popolo (Arcangelo) che quello dello Spirito del Tempo (Archai), ci permette di inserire nuovi impulsi nella continuità spazio-temporale dove avviene l’evoluzione dell’Io che si incarna in un corpo fisico umano. Viceversa ogni anno non sarebbe che l’eterna ricapitolazione del precedente.


Questo momento è la Festa dell’Ispirazione, che nella Quarta Epoca di Cultura Greco-Romana, era dedicata al Dio della Soglia, Giano Bifronte, da cui deriva il nome del primo mese dell’anno, “Gennaio”, “Januarius”, “Janua” significa “Porta”. I due volti di Giano rappresentano l’Archai dell’anno passato, quello rivolto verso la prima serie delle Notti Sante, e l’Archai dell’anno futuro, quello rivolto verso questa seconda serie delle Notti Sante. Secondo il mito fu il dio Saturno a dare a Giano la possibilità di vedere contemporaneamente il passato ed il futuro, ciò è confermato dalla scienza dello spirito in quanto gli Spiriti del Tempo (Archai) furono umani sull’Antico Saturno e ricevettero la loro esistenza temporale grazie ai Troni, gli Spiriti della Volontà, per mezzo del loro stesso sacrificio. Giano è il dio dell’iniziativa ispirata, quel gesto che, ispirato dai mondi superiori viene a concretizzarsi nell’amore per l’azione stessa, la quale può essere poi accolta (o meno) dagli uomini. Allo stesso modo è legato al Principio e alla Fine del Tempo, ciò che viene indicato come Alpha e Omega anche nelle indicazioni Steiner all’inizio delle Notti Sante.

Ora, se consideriamo che le Quattro Settimane d’Avvento siano la ricapitolazione delle precedenti esistenze terrene fino ad arrivare all’attuale alla Vigilia di Natale, la Cacciata dal Paradiso è una morte sul piano spirituale ed una nascita su quello fisico, poi redenta dal Natale del Gesù di Nazareth. Essendo il periodo delle Notti Sante in quiete esteriormente, ma attive interiormente, si può affermare che equivalgano al periodo di ascesa dell’anima umana nelle sfere celesti nel post-mortem. Avremo così questa corrispondenza:

Notti Sante dal 24–31 dicembre, formazione dell’Esagramma, rappresentato dalle tre Notti del Giglio Bianco:

  1. 1° Notte Santa = Luna

  2. 2° Notte Santa = Mercurio

  3. 3° Notte Santa = Venere

  4. 4° Notte Santa = Sole

  5. 5° Notte Santa = Giove

  6. 6° Notte Santa = Marte

  7. 7° Notte Santa = Saturno

  8. 8° Notte Santa = Mezzanotte Cosmica

L’8° Notte Santa del Leone-Leone (sia per Hahn che per Prokofieff) fa da raccordo tra il processo di escarnazione e quello di incarnazione, è il cuore stesso delle Notti Sante, essendo il cuore dell’Adam Kadmon, che si rivelerà nella sua interezza solo nella 13° Notte Santa. La Mezzanotte del 31 dicembre ed il passaggio all’1 gennaio corrisponde alla Mezzanotte Cosmica e dunque le ultime notti sante, successive corrispondono ad una nuova incarnazione con formazione dei relativi corpi; mentre la 13° Notte Santa sarà il complemento del processo delle Notti Sante in attesa del Battesimo nel Giordano, la domenica successiva al 6 gennaio. Avremo dunque questa corrispondenza:

Notti Sante dal 1–6 gennaio, formazione del Pentagramma, rappresentato dalle tre Notti della Corona:

  1. 9° Notte Santa = Fuoco: Io

  2. 10° Notte Santa = Aria: corpo astrale

  3. 11° Notte Santa = Acqua: corpo eterico

  4. 12° Notte Santa = Terra: corpo fisico

  5. 13° Notte Santa = Spirito: disvelamento del Cristo all’Io

Alla conclusione del commento delle Tredici Notti Sante vedremo come questi due processi di escarnazione e nuova incarnazione formino i due principali sigilli della tradizione occulta, l’Esagramma, di cui abbiamo accennato in precedenza parlando delle Notti del Giglio Bianco e il Pentagramma, che interessa queste ultime notti.

Riprendiamo qui sia schema delle Virtù Zodiacali in ordine di Segno, che quello delle due sequenze zodiacali delle Notti Sante, così da averli entrambi a portata di mano:

Notti Sante

Schema generale delle due sequenze delle Notti Sante