Le forze dell'Arcangelo Gabriele e l’Alimentazione Cosciente

Aggiornamento: feb 18



Le Forze dell’Arcangelo Gabriele

Entriamo nell’inverno e la Natura esteriore rallenta i suoi ritmi, attende e si ritrae, si cristallizza in forme che rivelano l’aspetto più minerale del pianeta Terra.


Il regno vegetale ormai spoglio mostra i grigi dei tronchi, mentre le foglie sono a riposo nel bruno terreno dove man mano diventano parte della matrice terrestre.


Il regno animale dapprima si era affrettato ad accumulare più cibo possibile, si impigrisce, il suo incessante movimento rallenta e poi, assopito, cerca rifugio nelle tane e nidi, che siano gli incavi degli alberi o cunicoli scavati nella terra.

E quando al culmine del Solstizio d’Inverno la Natura coi suoi Regni finalmente si addormenta, giunge l’Arcangelo Gabriel, che con sguardo amorevole ammanta la natura con le sue bianche ali di luce stellare: la neve che ricopre pietosa il corpo minerale della Terra.


È in questo sacro sonno della Terra, che l’uomo si desta nella sua solitudine interiore e insieme all’Anima del Mondo apre gli occhi dell’anima e si desta allo sguardo interiore nella perpetua presenza dello spirito.


Ecco che l’uomo si risveglia per tutta la Natura e compartecipa della sua vita interiore: innanzi a lui vi è Gabriel che riversa le sue forze di nutrizione da cosmo, a divenire sostanza stessa della Terra.

Steiner lo descrisse così:

Gabriel è l’essere cosmico, nelle altezze, con lo sguardo dolce e amorevole, con il gesto di benedicente, che tesse nelle nubi invernali.

L’Arcangelo Gabriel “Forza di Dio” o anche “Eroe di Dio”, è l’arcangelo della Luna e dell’inverno e presiede all’elemento Acqua, è l’arcangelo più benevolo ed ispira la bellezza dell’arte.

Il 21 dicembre al momento del Solstizio d’Inverno Gabriel giunge per annunciare il risplendere del Logos Solare nella Terra durante le 13 Notti Sante.


Egli porta la Coppa della Luna, o il Calice, il quale è identificato anche come il Santo Graal che accoglie in sé la luce del Sole, il sangue eterizzato dello Spirito del Sole Cristo.

È l’arcangelo che porta l’annuncio a Maria del suo concepimento virginale nel Vangelo di Luca, diviene così l’arcangelo della Rivelazione, colui che è il mediatore dell’evoluzione della coscienza, che da divina diventa umana, da universale diventa individuale, dal karma alla libertà.

Nell’Annunciazione, Gabriel porta uno stelo di Giglio, che porta 3 fiori, solitamente uno chiuso, uno socchiuso ed uno aperto: questi tre fiori rappresentano il triplice spirito di Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo-Spirito che sono a diversi gradi di evoluzione.


Il Giglio si collega anche al ruolo di Gabriel come guida della Francia, essendo il “Fleur de Lis”, simbolo legato in particolare modo alla Francia, la cui corrente esoterica è legata in particolare al culto del Femminile Sacro.


La Vergine Maria della tradizione che nel Vangelo di Luca riceve l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, custode delle forze di riproduzione, che infonde nel suo grembo la fiamma dello Spirito Santo la quale è anche la stessa anima primordiale dell’umanità, intaccata dalla Cacciata dal Paradiso, l’Adam Kadmon che per la prima volta si incarna e solo nella Vergine trova la possibilità di svilupparsi per la prima volta sul piano fisico dell’incarnazione.

L’Arcangelo Gabriel in quanto portatore delle forze lunari, collegato alle forze di riproduzione dell’etere della vita: tanto al cervello che agli organi sessuali. Il cervello e gli organi sessuali furono fino alla Lemuria un solo organo, collegato dalla attuale laringe.


La divisione dei sessi, e dunque l’ingresso della morte nella vita umana avvenne nell’Era dello Scorpione durante la Lemuria. Per questo motivo, come Arcangelo dell’Acqua, Gabriel è anche associato al segno dello Scorpione, che governa gli organi sessuali, il quale quando sublima nell’Aquila, la sua controparte spiritualizzata, rappresenta la trasformazione della riproduzione alla laringe, la cui forma è un uccello dalle ali dispiegate. Ecco dunque la parola della Rivelazione, l’Apocalisse, portata da Giovanni l’Evangelista è l’Aquila.

A livello delle ere arcangeliche, prima di questo momento storico eravamo nell’era di Gabriel che durò dal 1510 fino al 1879. Fu nel 1879 che Michael assunse la guida dell'umanità succedendo a Gabriel e la terrà fino al 2233 guidandoci fino alla metà dall'Era attuale dei Pesci, l’epoca dell’anima cosciente, verso la successiva Era dell'Acquario, la futura epoca del Sé Spirituale o Russo-Slava che comincerà solo nel 3573.

Se ora sono le forze di Michael a governare in cui prevalgono le forze solari della fratellanza dello spirito e del pensare che si slega dall’elemento ereditario e diviene pensare cosmico; durante la precedente era arcangelica di Gabriel, gli impulsi derivavano dalle forze di lunari della riproduzione e dunque dell’ereditarietà fisica, ai legami di sangue, di razza, di nazionalità.

La Luna riflette le conoscenze solari, tuttavia le vela ancora per coloro che non sono pronti: infatti è nell’ultima Era di Gabriel che venne meno l’ultimo sigillo imposto ai misteri coltivati nelle fratellanze occulte fino a quel momento. Fu questo l’impulso dato dalla Società Teosofica nel 1875 e poi dall’opera di Steiner a inizio del ‘900.

Se fino ad allora gli impulsi della fratellanza del sangue potevano ancora essere in linea con l’evoluzione dell'umanità, questo non è più vero dal 1879 fino ad oggi, e così sarà fino al 2233 nella successiva era arcangelica, dell’Arcangelo Oriphiel.


Le Forze di Nutrizione

Macrocosmicamente Gabriel irradia l’atmosfera terrestre dalle altezze con amore, cullando la natura nel suo sonno invernale e nel mentre, microcosmicamente Uriel permea il pensiero umano.


L’uomo si nutre grazie ai frutti della Terra, siano essi vegetali o animali. Nutrendosi l’uomo mantiene un contatto continuo con la Terra stessa. Da punto di vista spirituale, quando mangiamo entriamo in comunione con la Terra.

Allo stesso modo interiormente l’uomo si nutre di pensieri, le forze di pensiero che sono promanate dall’Arcangelo Uriel che in inverno agisce nel microcosmo in modo complementare a Gabriel.


Tra il cibo ed i pensieri, esiste in un certo senso: lo stesso rapporto, come esiste un cibo morto, completamente distaccato dai processi naturali, così esiste un cibo vivo, compenetrato di forze eteriche. Lo stesso vale per i pensieri.

L’uomo si nutre interiormente di pensieri, i quali possono essere simili ad esseri viventi o essere pensieri morti, propri del materialismo.


Nutrirsi di pensieri morti é come nutrirsi di cibo morto. Invece che andare a rivitalizzare il nostro corpo eterico, andremo a cristallizzarlo in un involucro. È l’etere chimico che è responsabile dell’assorbimento e dell’escrezione, l’etere associato a tutte le trasformazioni biochimiche.


Se invece ci alimentiamo di pensieri vivi, noi ci nutriamo delle forze viventi del cosmo. Riusciremo ad avere meno necessità di mangiare, in quanto ci nutriremo di pensieri che vivificano il corpo eterico. Avremo anche più energia perché rafforzeremo il corpo eterico nel formare da sé il nutrimento di cui ha bisogno.

Tuttavia dobbiamo tenere presente che sebbene il cibo sia il nostro nesso con la Terra e con la percezione o meno del suo essere vivente, non è cambiando alimentazione che possiamo cambiare efficacemente modo di pensare, bensì è vero il contrario. Il nutrirsi di cibo è solo una conseguenza del nutrirsi di pensieri.

Nel Vangelo di Tommaso il Cristo descrive la relazione tra cibo e parola “quello che entra nella vostra bocca non può rendervi impuri, è quello che viene fuori dalla vostra bocca che può rendervi impuri.” È dunque il pensiero, espresso nella parola, che permeando tutto il processo rende impuro il cibo.